Aragona è un tipico borgo fondato nel 1600 dai nobili feudatari dell’epoca: fu Baldassarre III Naselli, nel 1606, ad ottenere da Re spagnolo la licenza di popolare il suo feudo, fondando Aragona e dando alla città il nome della aristocratica famiglia spagnola della madre, Beatrice Aragona Branciforti.
Oggi Aragona conserva ancora il suo “sapore” nobiliare, con i suoi preziosi edifici religiosi, come la chiesa Santa Maria dei Tre re e la chiesa del SS. Rosario, ma soprattutto con il severo e maestoso Palazzo Naselli, simbolo della famiglia e della stessa città, che domina il centro abitato. Abbellito nel corso del 1700, il Palazzo fu una vera dimora aristocratica, con tanto di cappella privata per il principe Baldassarre IV Naselli, una ricca quadreria e affreschi dipinti da uno dei più apprezzati pittori dell’epoca, il fiammingo Guglielmo Borremans. Qui abitò anche Baldassare V Naselli, il membro più celebre della famiglia in quanto presidente del Consiglio di Sicilia, alla Corte di Napoli e Parigi. Verso la fine del 1800, il Principe Luigi Burgio Naselli, consacrato sacerdote, cominciò a concedere porzioni del Palazzo alle suore dell’Ordine delle Figlie della Carità, fin quando, nel 1887, non decise di fondarvi l’Orfanotrofio Femminile Principe di Aragona, affidandolo alle suore di quell’ordine. Oggi il Palazzo, che conserva la grandiosità dei tempi passati, è aperto al pubblico come spazio museale.
Ti consiglio, infine, una breve passeggiata per ammirare due altri importanti monumenti.
A pochi passi dal Palazzo del Principe, si trova il MuDiA, museo diocesano in cui sono raccolti preziosi oggetti dell’arte sacra della città, che testimoniano, anche in questo, la ricchezza della famiglia Naselli.
Infine, subito a fianco del MuDiA, rimarrai profondamente colpito dal cosiddetto “Monumento di Ciaula”, un memoriale dedicato all’epopea dello zolfo e dei minatori e intitolato a quel “caruso” letterario così ben descritto nella novella di Pirandello, ambientata proprio ad Aragona: Ciaula, che con stupore “scopre la luna”, uscendo di notte dalla miniera.