Dal 1920 al 1922, la Patagonia fu attraversata da proteste e scioperi. L’economia era in profonda crisi e il governo adottava contro manifestanti e sindacati, misure violente e repressive. Il 17 febbraio del 1922, l’esercito, comandato dal tenente H. Benigno Varel, fucilò oltre 1500 persone tra
manifestanti, contadini e contadine, operai e operaie, sindacalisti.