I cosiddetti stolen children furono una generazione di bambine e bambini di origine aborigena che furono allontanati dalle proprie famiglie e cooptati all’interno di missioni e istituti religiosi. Lo scopo di questa campagna, messa in atto dal governo australiano a partire dal 1869 con l’Aboriginal Protection
Act, era quello di cancellare sia l’etnia aborigena, considerata inferiore, sia la generazione nata dai matrimoni misti tra la popolazione nativa e quella europea, che pure erano stati promossi dal governo stesso.