Il suo maggior merito fu quello di aver affrontato l'annoso problema dell'ormai evidente sfasatura del calendario giuliano rispetto all'effettivo susseguirsi dei mesi e delle stagioni, istituendo un'apposita commissione composta dai migliori matematici ed astronomi dell'epoca col preciso compito di studiare una riforma, poi approvata il 24 febbraio del 1582