L’opera di Vesod mette in scena tutto l’apparato metafisico, simbolico e matematico che contraddistinguono lo stile del celebre artista torinese: la triplice ripetizione della visione del borgo, il doppio punto di vista zenitale e assonometrico, il cerchio, lo specchio. Questi elementi uniti ad una figura di donna e dei vecchi cinematografi costituiscono l’apparato dell’opera che Vesod ha pensato
per Covo e richiamano alla memoria visioni escheriane e frammenti cinematografici fantascientifici.