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In un’epoca dominata dalla velocità e dalla produzione continua di immagini, la fotografia analogica ci costringeva a rallentare.
Ogni scatto aveva un peso.
Ogni scelta richiedeva attenzione.
Ogni attesa diventava parte dell’esperienza fotografica.
In questa puntata rifletto su cosa significhi davvero fotografare in analogico oggi: non come nostalgia tecnica, ma come esercizio di presenza, consapevolezza e intenzione.
Perché forse il valore dell’analogico non sta nella pellicola, ma nel modo in cui cambia il nostro rapporto con il tempo, con l’errore e con lo sguardo.
Una riflessione lenta e personale su ciò che abbiamo perso… e su ciò che possiamo ancora recuperare nel nostro modo di fotografare.
🎧 Ascolta tutte le puntate e approfondisci sul sito:
👉 www.micheleabriola.it
By Michele AbriolaIn un’epoca dominata dalla velocità e dalla produzione continua di immagini, la fotografia analogica ci costringeva a rallentare.
Ogni scatto aveva un peso.
Ogni scelta richiedeva attenzione.
Ogni attesa diventava parte dell’esperienza fotografica.
In questa puntata rifletto su cosa significhi davvero fotografare in analogico oggi: non come nostalgia tecnica, ma come esercizio di presenza, consapevolezza e intenzione.
Perché forse il valore dell’analogico non sta nella pellicola, ma nel modo in cui cambia il nostro rapporto con il tempo, con l’errore e con lo sguardo.
Una riflessione lenta e personale su ciò che abbiamo perso… e su ciò che possiamo ancora recuperare nel nostro modo di fotografare.
🎧 Ascolta tutte le puntate e approfondisci sul sito:
👉 www.micheleabriola.it