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Oggi, ancora più di qualche anno fa, quella lezione di latino al liceo mi appare come uno spaccato di saggezza che porto con me.
Ho sempre percepito il tempo come un’incudine, forgiata dalla necessità di dover possedere tutto nel “qui e ora”.
Non c’è frase più abusata del Carpe Diem di Orazio, che oggi finisce per significare cogliere distrattamente ciò che accade e continuare a correre.
Ma per i latini il tempo era una cosa seria, anzi serissima.
Proviamo a capirlo insieme, questa sera.
Tutto questo è la quarta puntata di “Sessanta Racconti”.
By Antonio DibiscegliaOggi, ancora più di qualche anno fa, quella lezione di latino al liceo mi appare come uno spaccato di saggezza che porto con me.
Ho sempre percepito il tempo come un’incudine, forgiata dalla necessità di dover possedere tutto nel “qui e ora”.
Non c’è frase più abusata del Carpe Diem di Orazio, che oggi finisce per significare cogliere distrattamente ciò che accade e continuare a correre.
Ma per i latini il tempo era una cosa seria, anzi serissima.
Proviamo a capirlo insieme, questa sera.
Tutto questo è la quarta puntata di “Sessanta Racconti”.