C'è un compositore italiano che scelse di non scrivere mai un'opera lirica — nell'Italia di fine Ottocento, dominata dal melodramma, una scelta quasi rivoluzionaria. Si chiamava Giuseppe Martucci, era nato a Capua nel 1856, e decise di dedicare tutta la sua vita alla musica strumentale: sinfonie, concerti, musica da camera. Brahms lo ammirava. Toscanini lo eseguiva. Respighi fu suo allievo. Eppure oggi il suo nome è quasi scomparso dai cartelloni.
Da Vinci Classics ha appena pubblicato Martucci: Chamber Works — un disco che racconta questo compositore attraverso tre opere fondamentali: la Sonata per violino e pianoforte op. 22, il Quintetto op. 45, e il Notturno op. 70 n. 1 in tre versioni, compresa una trascrizione per quartetto d'archi in prima mondiale assoluta, firmata dal violinista Carlo Dumont.
Al pianoforte: Fabrizio Romano. Al violino e nella formazione da camera: il Quartetto Gagliano.
Ne parliamo nella nuova puntata di Allegro, con Brio! — con gli interpreti in diretta al telefono.
🎵 Da Vinci Classics · C01124
Conduce: Gabriele Formenti