La recente norma che consentirà l'attribuzione ai futuri nascituri del cognome della madre in alternativa a quello paterno o l'unione di entrambi appare doverosa sul piano del principio anche se di non immediata applicazione.
E' chiaro che non si tratterà solamente di un atto di natura puramente burocratica, ma che al contrario comporterà risvolti psicologici rilevanti destinati ad accompagnare i futuri nascituri per l'intero corso della loro vita.
[rif. legislazioni stati europei: https://documenti.camera.it/leg16/dossier/testi/nis16010.htm ]