R1 – La principessa Cocacin Nel viaggio di ritorno Kubilai ci affidò un compito di grande fiducia: accompagnare la principessa al corteo nuziale. Salpammo su una flotta di 12 giunche. Non mancarono rischi e difficoltà anche se vigeva la pax mongolica, la pace instaurata in Asia dai Mongoli. Era il sogno del Gran Khan di unire uomini e territori di tutto il mondo. A Sumatra rimanemmo cinque mesi a causa dei monsoni, venti contrari.
R2 – Il ragazzo e l'uomo Nel 1295 ritornai a Venezia con mio padre Niccolò e mio zio Matteo perché avevo nostalgia della mia città. Alla partenza ero un ragazzo, al ritorno un uomo con alle spalle 24.000 chilometri percorsi in 24 anni. Continuai a dedicarmi al commercio di stoffe pregiate, pietre preziose, spezie. Mi adoperai anche a diffondere il mio libro, non mi interessò invece lanciarmi nell'agitata vita politica.
R3 – La dote di Donata Badoer Nel 1300 ho sposato la mia amata Donata Badoer. Il suo corredo – materassi, coperte, lenzuola, cuscini – era in bauli di legno dipinto. In dote ha portato case che erano attorno a San Salvador. Suo padre Vitale e suo fratello Marco abitavano in contrada San Paternian (l'attuale campo Manin). Commerciavano rame, stagno, zenzero, pellami e avevano terreni ai Bottenighi.
R4 – 700 anni fa Dopo il matrimonio ho deciso di rimanere a Venezia dove sono nate le mie tre splendide bimbe, Fantina, Bellela e Moreta. Nel gennaio 1324, esattamente 700 anni fa, sono salito in cielo. Avevo settant'anni. Mi seppellirono nell'arca di famiglia con mio padre e mio zio nella maestosa chiesa benedettina di San Lorenzo nel sestiere di Castello. Purtroppo con Napoleone Bonaparte tutto andò perduto.