Merita una sosta anche il piccolo centro di Ravanusa.
Ti segnalo infatti qui la presenza dell’antico sito archeologico di Monte Saraceno, appena fuori la città, e del Museo archeologico “Salvatore Lauricella”, che espone i reperti provenienti da decenni di scavi nel sito.
Non è un caso che su Monte Saraceno si fosse fondato un antico insediamento! La sua posizione, sul lato occidentale del fiume Salso, che gli antichi chiavavano Himera, dominava e controllava l’ampia vallata, fondamentale via di percorrenza dalla costa meridionale della Sicilia verso l’interno. Una volta raggiunto il sito, tra i resti delle abitazioni e delle aree sacre, potrai godere di un’incredibile panorama che si allarga fino al mare di Licata!
Ti suggerisco di continuare il tuo percorso di visita nel Museo, organizzato su criteri sia cronologici che topografici: vedrai raccontate, in successione, le fasi di vita dell’antico centro, dalla preistoria fino all’abbandono del sito nel III secolo a.C., circa 2200 anni fa. L’esposizione nelle sale tiene conto della destinazione delle diverse aree, come i luoghi di culto, i quartieri l’abitazione, le fortificazioni e i cimiteri.
Attraverso la visita al sito e al Museo, potrai comprendere al meglio come fosse organizzata un’antica città greca, sorta su un preesistente villaggio dei Sicani, che qui vivevano prima che arrivassero i Greci, 2800 anni fa, nell’VIII sec. a.C.
Ravanusa è anche il centro natale di un poeta siciliano, Giuseppe Zagarrio, cui è intitolata la Biblioteca del paese. Una piccola chicca: Zagarrio ebbe stretti rapporti, letterari e d’amicizia, con Leonardo Sciascia, al punto che proprio di recente, a inizio del 2021, in un vecchio scatolone di libri finito a Firenze (dove Zagarrio si trasferì), è stata rinvenuta una copia autografa de “Il giorno della civetta”, dedicata da Sciascia «A Peppino affettuosamente».