Come sappiamo, la ricarica mensile del reddito di cittadinanza corrisponde alla somma di due fattori: la quota A che rappresenta la vera e propria integrazione al reddito familiare per arrivare a determinate soglie, e la quota B, chiamata anche contributo per il mutuo o per l’affitto. L’entità delle quote poteva cambiare in base a vari fattori, ma comunque, alla fine della fiera, la somma tra il nostro reddito familiare, e le quota A e B del reddito di cittadinanza, non poteva superare una certa soglia e cioè 9360 euro annui per la scala di equivalenza. Invece, con l’assegno di inclusione le cose sono apparentemente simili, ma non troppo. Ci sono infatti 3 differenze molto importanti. Tanto per cominciare, anche l’importo dell’adi sarà determinato da due quote. La prima, chiaramente, è l’integrazione al reddito familiare vera e propria. La seconda invece è il contributo per l’affitto, e attenzione, solo per l’affitto. Questo vuol dire che, almeno per il momento, per l’ADI non ci sarà nessun contributo per il mutuo. La seconda differenza è che per l’ADI, il decreto lavoro non prevede nessun importo massimo. Questo vuol dire che sia la quota di integrazione al reddito, sia quella di contributo per l’affitto spetteranno per quello che viene effettivamente fuori dai calcoli, senza dover per forza rimanere entro il limite dei 9360 euro per la scala di equivalenza. Di conseguenza, sulla carta i valori massimi teorici dell’assegno di inclusione potrebbero risultare per alcune famiglie più alti di quelli del reddito di cittadinanza, ma vale la pena ricordare che cambieranno sia la scala di equivalenza, sia alcuni aspetti del reddito familiare, e soprattutto che ogni situazione familiare è diversa dalle altre e andrebbe vista singolarmente. La terza differenza, invece, è forse la più significativa e riguarda il peso dell’affitto rispetto ai requisiti. Facciamo un passo indietro. Come sappiamo, per accedere a RDC e all’ADI serve avere un reddito familiare entro un certo limite, Però, per le famiglie in affitto, il reddito di cittadinanza prevede una regola speciale. Infatti, per queste famiglie il limite del reddito familiare non era più 6000 o 7.560 euro della pensione di cittadinanza, ma di 9360 da moltiplicare per la scala di equivalenza. Perciò, visto che il reddito familiare era già superiore al limite, nella ricarica non si andava a ricevere la quota di integrazione al reddito, ma si riceveva la sola quota di contributo per l’affitto. Al contrario, L’assegno di inclusione non prevede questa clausola. Di conseguenza, anche per le famiglie in affitto, il limite del reddito familiare resta di 6000 euro, o 7.560 per gli anziani, per la scala di equivalenza. E di conseguenza, eccetto alcuni casi matematicamente rari, è molto poco probabile che alcune famiglie possano accedere all’ADI per ricevere il solo contributo per l’affitto. Chiaramente, non è da escludere che da qui a gennaio possano esserci delle modifiche, ma almeno per il momento le cose stanno così. ___ #RDC #ADI #ASSEGNoDIINCLUSIONE ___ CAPITOLI 00:00 Reddito di Cittadinanza e Assegno di Inclusione, le principali differenze: MUTUO E AFFITTO / parte 5 00:12 RDC Contributo mutuo e Affitto: come funziona 00:54 Assegno di Inclusione: Contributo per l'Affitto (ma non per il mutuo) 01:16 Assegno di inclusione: salta il limite dell'importo (Annuo) 01:58 Assegno di Inclusione: soglia reddito familiare più stretta per famiglie in affitto ___ ▶ Abbonati a RadioUCI per vantaggi esclusivi: https://www.youtube.com/channel/UCAHqbzKMJGA5Al5Dyv1Y_EA/join ▶ YouTube: https://www.youtube.com/c/RadioUCI ▶ Secondo Canale: https://www.youtube.com/channel/UCwbdMJJk_Eor2b7xK8efm7A ▶ Ascolta la diretta: https://www.radiouci.it/ ▶ Facebook: https://www.facebook.com/radiouciweb/ ▶ Instagram: https://www.instagram.com/radiouci/?hl=it ▶ Entra nella Community: https://www.facebook.com/groups/183462109088006/ ▶ Sei un Operatore UCI? Clicca qui: https://www.facebook.com/groups/362613994575650/ ▶...