La prima tappa di Dracones segue le impronte insanguinate del vampirismo, un viaggio di solo ritorno. Coloro che tornano violano le sacre soglie. C’è un tempo per vivere e c’è un tempo per morire: il tempo per tornare è un tempo sbagliato. Soprattutto se si torna per fame e non per grazia. Il ritornante è il dissidente del tempo, viola il patto di fedeltà intrinseco dell’esistenza, l’assunzione della finitudine come perfezione della creazione.Dai vampiri ‘emarginati’ di Medvedja a quelli aristocratici e decadenti della letteratura dell’Ottocento, dal gothic punk al cinema horror, dalle vamp al movimento emo, dai circoli vampirici online fino alla dieta sanguinariana: la popolarità dei vampiri e delle loro innumerevoli metamorfosi veicola l’eternità del loro simbolo.In un mondo dove la tecnologia sfida continuamente i nostri concetti di vita e morte, in una realtà che mette in crisi soglie geografiche e biografiche, nell’epoca dei dati digitali sepolti sotto terra e sotto l’oceano, il vampirismo annuncia sembianze ulteriormente nuove, e spalanca scenari possibili non meno misteriosi di ciò che si trovava quando nel Settecento si spalancavano le tombe.