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Ogni smartphone venduto in Europa porta un'etichetta di riparabilità. Una lettera dalla A alla E, basata su sei fattori: dalla facilità di smontaggio alla disponibilità di pezzi di ricambio e aggiornamenti software. Il regolamento europeo impone anche che i pezzi di ricambio restino disponibili per almeno sette anni e gli aggiornamenti software per almeno cinque. Un iPhone sedici, su iFixit, prende sette su dieci. Sembra un buon voto. Eppure chi ha provato a farlo riparare da un tecnico indipendente sa che la realtà è diversa.
Il motivo ha un nome: part pairing. I produttori usano il software per associare ogni componente al dispositivo con un codice seriale univoco. Se un tecnico sostituisce lo schermo con un pezzo fisicamente identico ma non registrato dal centro autorizzato, il telefono può disabilitare funzioni come il riconoscimento facciale, mostrare avvisi permanenti nelle impostazioni o rifiutarsi di riconoscere il componente. Il punteggio dice "riparabile." Il software dice "non da chiunque."
E c'è un paradosso: tra i sei fattori dell'etichetta europea c'è la disponibilità di aggiornamenti software, e su quel criterio i grandi produttori prendono voti alti perché garantiscono aggiornamenti per anni. Ma usano lo stesso software per impedire le riparazioni indipendenti. Lo strumento che alza il voto è lo stesso che blocca il diritto che quel voto dovrebbe garantire.
Il punto è questo:
Fonti e approfondimenti
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Prodotto con AI, direzione editoriale umana — klaro.fm
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By KlaroOgni smartphone venduto in Europa porta un'etichetta di riparabilità. Una lettera dalla A alla E, basata su sei fattori: dalla facilità di smontaggio alla disponibilità di pezzi di ricambio e aggiornamenti software. Il regolamento europeo impone anche che i pezzi di ricambio restino disponibili per almeno sette anni e gli aggiornamenti software per almeno cinque. Un iPhone sedici, su iFixit, prende sette su dieci. Sembra un buon voto. Eppure chi ha provato a farlo riparare da un tecnico indipendente sa che la realtà è diversa.
Il motivo ha un nome: part pairing. I produttori usano il software per associare ogni componente al dispositivo con un codice seriale univoco. Se un tecnico sostituisce lo schermo con un pezzo fisicamente identico ma non registrato dal centro autorizzato, il telefono può disabilitare funzioni come il riconoscimento facciale, mostrare avvisi permanenti nelle impostazioni o rifiutarsi di riconoscere il componente. Il punteggio dice "riparabile." Il software dice "non da chiunque."
E c'è un paradosso: tra i sei fattori dell'etichetta europea c'è la disponibilità di aggiornamenti software, e su quel criterio i grandi produttori prendono voti alti perché garantiscono aggiornamenti per anni. Ma usano lo stesso software per impedire le riparazioni indipendenti. Lo strumento che alza il voto è lo stesso che blocca il diritto che quel voto dovrebbe garantire.
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