Riprendiamoci la Memoria

Riprendersi la vita, aspettando la libertà


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Questa settimana, "Riprendiamoci la memoria" racconta la rinascita del popolo ebraico dopo la Shoah attraverso il punto di vista delle donne sopravvissute nei campi per displaced persons dell’Europa del dopoguerra. Nei DP Camps di Germania, Austria e Italia, gli ebrei liberati, definitisi She’erit ha-Pletah (“il resto sopravvissuto”), si trovarono a ricostruire la propria esistenza in condizioni di estrema precarietà fisica e psicologica. Le donne, circa il 40% dei sopravvissuti, non furono soggetti passivi, ma protagoniste centrali di questa rinascita. Nonostante i traumi e le malattie, nei campi si sviluppò una rapida ricostruzione della vita familiare, con un numero elevatissimo di matrimoni e uno dei più alti tassi di natalità al mondo. La maternità divenne per molte donne un atto consapevole di affermazione della vita e di risposta allo sterminio. Parallelamente, le donne ebbero un ruolo fondamentale nell’educazione: organizzarono scuole, asili e corsi di formazione, supplendo alla quasi totale assenza di un’élite intellettuale sopravvissuta. Importante fu anche il loro contributo alla formazione professionale, all’organizzazione sionista femminile e al funzionamento quotidiano dei campi, oltre alla partecipazione alle mobilitazioni politiche per l’emigrazione. Pur restando in gran parte escluse dalle posizioni di vertice, le donne esercitarono un’influenza decisiva attraverso reti informali e attività concrete. Fondamentale, infine, fu il loro ruolo nella costruzione della memoria della Shoah, come testimoni e come raccoglitrici di testimonianze. La rinascita nei DP Camps fu quindi una ricostruzione concreta e quotidiana, resa possibile soprattutto dal lavoro delle donne. Riconoscerlo significa comprendere che senza il loro contributo la ricostruzione del popolo ebraico dopo la Shoah non avrebbe avuto la stessa continuità né la stessa forza.
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Riprendiamoci la MemoriaBy Free4future