Ci sono icone che non nascono solo dal talento, ma dal modo in cui attraversano il dolore. Roberto Baggio è una di queste.
In questo episodio di Forbes Leader non si parla soltanto di calcio, ma di identità, fallimento, resilienza e scelta personale. Il Pallone d’Oro del 1993 diventa il punto di partenza per un racconto molto più profondo: quello di un uomo che ha vissuto il successo mondiale senza mai lasciarsi definire da esso.
Baggio ripercorre la sua carriera: dagli infortuni che ne hanno segnato il corpo, al rigore di Pasadena che ancora oggi pesa come una ferita aperta, fino alla forza silenziosa con cui ha sempre saputo rialzarsi. Il calcio è lo sfondo, ma il vero centro è la mente: la speranza come disciplina quotidiana, il buddismo come strumento di trasformazione della sofferenza, la coerenza come unica forma possibile di leadership.
Ne emerge un’idea di successo lontana dai riflettori e vicinissima alla vita reale: trovare valore nelle cose semplici, restare fedeli a se stessi, accettare il limite senza smettere di credere.
È una conversazione che parla a chi ha vinto, a chi ha perso e soprattutto a chi sta ancora cercando la propria strada.
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