Sono Tommaso Masci, concierge dell’Hotel Excelsior di Roma, e risolvo problemi…
È impensabile cosa possa accadere in un albergo del genere. E un buon portiere è la persona che sta dietro a questi eventi. Per lui non esiste la parola impossibile. Deve essere pronto a risolvere qualunque problema. Deve sempre essere disponibile e se il cliente non viene verso di te, sei tu che devi andare verso il cliente. Devi essere in grado di disporre sempre di tutto il tuo savoir faire. Anche perché a volte (non così raramente) ci si trova davanti a situazioni che uno non si aspetta.
Rimasi colpito da Rock Hudson. Era al banco e stavo per dargli le chiavi. La moglie diceva: «Andiamo al caffè Doney» e lui: «No, andiamo in stanza» e lei «No, da Doney» e lui «No, in stanza», fino a che perse la pazienza e le mollò un cazzotto al mento. Lei stava per cadere, ma lui la prese e la portò su. Pensai «Che uomo rude». Li avevano fatti sposare per lanciare Il gigante, il film in cui c’era anche James Dean. Era tutto combinato dalla casa produttrice. Ma lui, diceva la Lollobrigida che ci aveva fatto un film, era un bambino che aveva bisogno di essere coccolato.
Spesso dovevamo fronteggiare situazioni in cui qualcuno voleva andare in camera di qualcun altro o qualcuno cercava qualcun altro che era in camera con uno con cui non doveva essere.
Una volta il marito di Shelley Winters, quella che ha vinto due premi Oscar, arrivò in albergo chiedendo della moglie. Io avevo un forte sospetto che lei fosse con l’amante (ma all’epoca si diceva amico). Io prontamente gli rispondo: «L’ho vista uscire, credo sia da Doney, il bar di fianco all’Excelsior», poi chiamo la Winters e le dico che il marito la sta cercando. Nel frattempo lui torna e si lamenta di non averla trovata, e io impassibile: «Allora mi sono sbagliato, proviamo a vedere se è in stanza». Non siamo lì per giudicare ma per tutelare il cliente.
© add editore - Nicolò de Rienzo