La critica vide subito in questo romanzo il primo esempio dell’“anti-eroe” nella letteratura italiana; l’uomo inetto e succube di fronte alla vacuità della vita e impotente di fronte alle numerosissime sue sfaccettature.
La critica vide subito in questo romanzo il primo esempio dell’“anti-eroe” nella letteratura italiana; l’uomo inetto e succube di fronte alla vacuità della vita e impotente di fronte alle numerosissime sue sfaccettature.