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Dopo la pausa per il congresso di Bologna “Diritto alla verità ”, torna “Duemila Secondi”. In questa puntata del podcast di ANTIMAFIADuemila, Luca Grossi e Jamil El Sadi affrontano l’inchiesta su Totò Cuffaro. L’ex presidente della Regione Sicilia è stato posto ai domiciliari dal gip per il rischio di “reiterazione del reato”. “Vasa Vasa” è indagato per corruzione, turbata libertà degli incanti e associazione a delinquere nell’ambito di un presunto comitato d’affari che avrebbe pilotato appalti e concorsi pubblici. Cuffaro, si legge nell’ordinanza, avrebbe condotto “un’opera incessante” di promesse a politici, pubblici ufficiali, imprenditori e potenziali elettori, offrendo favori come appalti e incarichi dirigenziali nella pubblica amministrazione.La puntata affronta poi il processo a Salvatore Baiardo, ex favoreggiatore dei fratelli Graviano, rinviato a giudizio per calunnia aggravata contro il giornalista Massimo Giletti e l’ex sindaco di Cesara, Giancarlo Ricca. Al centro del procedimento, che inizierà a febbraio a Firenze, c’è la presunta fotografia che Baiardo avrebbe mostrato a Giletti: uno scatto che ritrarrebbe Silvio Berlusconi, il boss Giuseppe Graviano e il generale dei carabinieri Francesco Delfino. Un documento potenzialmente rilevante per la ricerca della verità sulle stragi, la cui esistenza è stata poi negata da Baiardo, che ha accusato Giletti di averla inventata. Da qui l’ipotesi di calunnia, aggravata secondo i pm dall’aver agevolato Cosa Nostra, interessata a non far emergere accuse nei confronti di Berlusconi e Dell’Utri nell’ambito del presunto accordo stragista volto a ottenere interventi sul regime detentivo dei mafiosi.In chiusura, un commento sul ddl del senatore Graziano Delrio e e firmato da altri membri del PD, che mira ad assimilare le critiche allo Stato di Israele all’antisemitismo: un’iniziativa personale poi sconfessata dal partito, ma che, osserva Jamil El Sadi, rappresenta comunque un nuovo tentativo di limitare il dissenso e la libertà di parola sui crimini israeliani.
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By ANTIMAFIADuemilaDopo la pausa per il congresso di Bologna “Diritto alla verità ”, torna “Duemila Secondi”. In questa puntata del podcast di ANTIMAFIADuemila, Luca Grossi e Jamil El Sadi affrontano l’inchiesta su Totò Cuffaro. L’ex presidente della Regione Sicilia è stato posto ai domiciliari dal gip per il rischio di “reiterazione del reato”. “Vasa Vasa” è indagato per corruzione, turbata libertà degli incanti e associazione a delinquere nell’ambito di un presunto comitato d’affari che avrebbe pilotato appalti e concorsi pubblici. Cuffaro, si legge nell’ordinanza, avrebbe condotto “un’opera incessante” di promesse a politici, pubblici ufficiali, imprenditori e potenziali elettori, offrendo favori come appalti e incarichi dirigenziali nella pubblica amministrazione.La puntata affronta poi il processo a Salvatore Baiardo, ex favoreggiatore dei fratelli Graviano, rinviato a giudizio per calunnia aggravata contro il giornalista Massimo Giletti e l’ex sindaco di Cesara, Giancarlo Ricca. Al centro del procedimento, che inizierà a febbraio a Firenze, c’è la presunta fotografia che Baiardo avrebbe mostrato a Giletti: uno scatto che ritrarrebbe Silvio Berlusconi, il boss Giuseppe Graviano e il generale dei carabinieri Francesco Delfino. Un documento potenzialmente rilevante per la ricerca della verità sulle stragi, la cui esistenza è stata poi negata da Baiardo, che ha accusato Giletti di averla inventata. Da qui l’ipotesi di calunnia, aggravata secondo i pm dall’aver agevolato Cosa Nostra, interessata a non far emergere accuse nei confronti di Berlusconi e Dell’Utri nell’ambito del presunto accordo stragista volto a ottenere interventi sul regime detentivo dei mafiosi.In chiusura, un commento sul ddl del senatore Graziano Delrio e e firmato da altri membri del PD, che mira ad assimilare le critiche allo Stato di Israele all’antisemitismo: un’iniziativa personale poi sconfessata dal partito, ma che, osserva Jamil El Sadi, rappresenta comunque un nuovo tentativo di limitare il dissenso e la libertà di parola sui crimini israeliani.
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