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Nuova puntata di "Duemila Secondi", il podcast di ANTIMAFIADuemila con i redattori Luca Grossi e Francesco Ciotti.In apertura, Luca Grossi analizza gli ultimi sviluppi del processo a Salvatore Baiardo, procedimento che continua a far emergere elementi di rilievo anche sul fronte delle stragi mafiose. Al centro del dibattimento c'è la presunta esistenza di una fotografia che ritrarrebbe un giovane Silvio Berlusconi insieme al generale Francesco Delfino e al boss di Cosa nostra Giuseppe Graviano."Il processo Baiardo è un processo dalla sfaccettatura molto ampia perchè emergono elementi importanti anche inerenti alle stragi", spiega Grossi. Una vicenda che si intreccia con le rivelazioni dell'ex conduttore di "Non è l'Arena" Massimo Giletti e con la controversa chiusura del programma da parte dell'editore di La7 Urbano Cairo. "Il sospetto è che ci fosse un movente più profondo dietro questa chiusura improvvisa", sottolinea il giornalista. Un elemento che continua ad alimentare interrogativi è il fatto che la puntata successiva alla chiusura della trasmissione avrebbe dovuto affrontare i temi legati a Marcello Dell'Utri e Antonino D'Alì, circostanza che, secondo quanto riferito da Grossi, Cairo ha dichiarato di non conoscere.Nella seconda parte Francesco Ciotti commenta invece il nuovo scenario mediorientale dopo la firma digitale del Memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e le conseguenze sul conflitto regionale."Questo accordo sancisce la fine dell'impero americano in Medio Oriente. L'impero americano è finito e non ci può essere un accordo con strette di mano. Sarebbe troppo umiliante per Washington, ecco perché si è proceduto con la firma digitale", afferma Ciotti. Secondo il giornalista, l'intesa rappresenta una svolta geopolitica che assegna a Teheran un ruolo centrale nell'area, dalla gestione dello Stretto di Hormuz alla questione nucleare.Ma mentre l'accordo sembra ridefinire gli equilibri della regione, resta alta la tensione con Israele. "Israele sta cercando di sabotare l'accordo e l'Iran ha già risposto a queste provocazioni annunciando una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz", conclude Ciotti.
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By ANTIMAFIADuemilaNuova puntata di "Duemila Secondi", il podcast di ANTIMAFIADuemila con i redattori Luca Grossi e Francesco Ciotti.In apertura, Luca Grossi analizza gli ultimi sviluppi del processo a Salvatore Baiardo, procedimento che continua a far emergere elementi di rilievo anche sul fronte delle stragi mafiose. Al centro del dibattimento c'è la presunta esistenza di una fotografia che ritrarrebbe un giovane Silvio Berlusconi insieme al generale Francesco Delfino e al boss di Cosa nostra Giuseppe Graviano."Il processo Baiardo è un processo dalla sfaccettatura molto ampia perchè emergono elementi importanti anche inerenti alle stragi", spiega Grossi. Una vicenda che si intreccia con le rivelazioni dell'ex conduttore di "Non è l'Arena" Massimo Giletti e con la controversa chiusura del programma da parte dell'editore di La7 Urbano Cairo. "Il sospetto è che ci fosse un movente più profondo dietro questa chiusura improvvisa", sottolinea il giornalista. Un elemento che continua ad alimentare interrogativi è il fatto che la puntata successiva alla chiusura della trasmissione avrebbe dovuto affrontare i temi legati a Marcello Dell'Utri e Antonino D'Alì, circostanza che, secondo quanto riferito da Grossi, Cairo ha dichiarato di non conoscere.Nella seconda parte Francesco Ciotti commenta invece il nuovo scenario mediorientale dopo la firma digitale del Memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e le conseguenze sul conflitto regionale."Questo accordo sancisce la fine dell'impero americano in Medio Oriente. L'impero americano è finito e non ci può essere un accordo con strette di mano. Sarebbe troppo umiliante per Washington, ecco perché si è proceduto con la firma digitale", afferma Ciotti. Secondo il giornalista, l'intesa rappresenta una svolta geopolitica che assegna a Teheran un ruolo centrale nell'area, dalla gestione dello Stretto di Hormuz alla questione nucleare.Ma mentre l'accordo sembra ridefinire gli equilibri della regione, resta alta la tensione con Israele. "Israele sta cercando di sabotare l'accordo e l'Iran ha già risposto a queste provocazioni annunciando una nuova chiusura dello Stretto di Hormuz", conclude Ciotti.
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