Così, passando ad un respiro narrativo più alto, nella storia dei nostri amici (Stella,
Alberto, Maggie …) a cui ci siamo affezionati, viene a galla che 750 milioni di anni fa l’Antartide faceva parte di un mono-continente ed era un luogo fertile e temperato.
I Veda, la civiltà umana che fiorisce lì in quell’era, hanno una salute d’acciaio, e vivono 250 anni. La loro civiltà è infatti evolutissima sul piano biologico, come la nostra oggi sul piano tecnologico. I loro astronomi si rendono conto che la Terra incrocerà la coda di una cometa, da lì a 5mila anni, capiscono che il pianeta si salverà, ma gran parte della vita no.
Poco dopo quell’orribile consapevolezza, gli scienziati Veda notano una piega spazio-temporale: è quella che noi oggi chiamiamo un Ponte di Einstein-Rosen; loro la chiamano Anga, ed è una possibile via di salvezza dalla cometa. Dalle costellazioni capiscono che quella lieve membrana non si affaccia su un altro pianeta, ma, 750 MILIONI di anni dopo, nello stesso punto dello stesso mondo. Esplorando, trovano che il mondo, in quest’era, è abitato da un’altra specie di uomini: i Sapiens. Tra i Veda si scatena l’inferno. La loro millenaria civiltà, così in simbiosi con la natura, è strutturalmente pervasa dal senso del giusto. Ma sono pur sempre uomini. Così, combattuti tra l’innato rispetto e l’istintiva sopravvivenza, si trovano, per la prima volta, divisi in tre fazioni: se lasciarsi estinguere per rispettare i Sapiens; se salvarsi distruggendoli; o se andare a conoscerli per cercare una soluzione buona per tutti.
Mille peripezie intanto nella storia, che si alterna parallela, dei nostri amici in Italia e in Antartide. Si avvicinano sempre di più a conoscere la verità, e per questo il gruppo antartico predispone un sopralluogo nelle profondità dei ghiacci, verso il suolo del continente.
Il pericolo, enorme, incombe, e il dramma si scatena quando Mario resta intrappolato sotto i ghiacci, a 3254 metri di profondità, ed è di Orfeo la lotta contro il tempo del tentativo di salvarlo …