Percorso sotterraneo impressionante quello che si snoda per due chilometri sotto lo stabilimento della ex SMI di Campotizzoro. Un complesso sistema di gallerie antiaeree per proteggere la popolazione della cittadina industriale da bombardamenti e attacchi chimici. Città-fabbrica, nata quasi dalla mattina alla sera grazie alla presenza, dal 1911, della SMI, industria leader nella produzione di munizioni, allora guidata da Luigi Orlando e oggi confluita nella Kme. Al museo si accede da quella che un tempo era la palazzina della presidenza. Dopo un centinaio di scalini, e mentre la temperatura scende a poco a poco fino a raggiungere i dieci gradi, si arriva alle gallerie: tutto era stato studiato nei minimi dettagli per contenere seimila persone. I locali si presentano ancora immutati: le infermerie con i posti letto, la cappella religiosa, le cucine, i bagni, le docce per la decontaminazione. Un percorso emozionante, dove sono visibili maschere antigas, ricetrasmittenti e materiali bellici di vario genere. Dopo l’armistizio, la fabbrica fu al servizio della produzione bellica dei tedeschi. Dalla fine del settembre 1944, con l’arrivo degli Alleati, la SMI fu posta sotto il controllo di reparti partigiani.
©Editoriale Programma - Antonio Melis