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Quattro piccole ali, simili a quelle di un insetto, sbattevano non tanto per il volo prolungato – troppo dispendioso in termini energetici – ma per la stabilizzazione a mezz'aria, l'orientamento e brevi spinte correttive.
Saltellava attraverso travi contorte e cemento sbriciolato, i suoi sensori ottici che mappavano il terreno instabile, il suo algoritmo di controllo che calcolava istantaneamente l'angolo e la forza del balzo successivo, anche su superfici inclinate o scivolose come vetro bagnato o ghiaccio inaspettato. Era resistente, agile, efficiente. Era solo. O almeno, così elaboravano i suoi parametri operativi standard.
Il racconto è stato ispirato da questa notizia:
https://news.mit.edu/2025/hopping-gives-tiny-robot-leg-up-0409
By Roberto Benatti e Patrizia CantatoreQuattro piccole ali, simili a quelle di un insetto, sbattevano non tanto per il volo prolungato – troppo dispendioso in termini energetici – ma per la stabilizzazione a mezz'aria, l'orientamento e brevi spinte correttive.
Saltellava attraverso travi contorte e cemento sbriciolato, i suoi sensori ottici che mappavano il terreno instabile, il suo algoritmo di controllo che calcolava istantaneamente l'angolo e la forza del balzo successivo, anche su superfici inclinate o scivolose come vetro bagnato o ghiaccio inaspettato. Era resistente, agile, efficiente. Era solo. O almeno, così elaboravano i suoi parametri operativi standard.
Il racconto è stato ispirato da questa notizia:
https://news.mit.edu/2025/hopping-gives-tiny-robot-leg-up-0409