Anche la dittatura comunista di Tito vede nell'Eurovision un modo per dialogare con le democrazie. Ma lo fa in maniera diversa, aprendosi alle sonorità occidentali e sfruttando la rassegna come trampolino promozionale per il territorio. Ma è dopo la morte del dittatore che la tv slava raccoglie i migliori risultati. Troppo tardi, con la guerra già alle porte.