Si entra attraversando sulla porta una tenda in ciniglia anti-mosche (come quella che ci aveva tua nonna al paese, per capirci) e si entra in corridoio. Dice, vabbè, alla fine del corridoio si apre la sala. No, il corridoio è la sala. Questo locale sembra una casa in cui nonno e nonna cucinano anche per gli sconosciuti (perché con tanti nipoti due o tre persone in più a cena che vuoi che fanno?) proponendo piatti tradizionali (con menù che cambia ogni giorno in base alla reperibilità degli ingredienti) a prezzi modesti e conditi con la familiarità del parentame (pure se non t’ho mai visto). Anche perché dopo aver cenato gomito a gomito con una manciata di sconosciuti (prenotate prima, il posto è piccolissimo!) praticamente semo tutti diventati cugini. Da notare che la pasta fresca è fatta in casa e vengono proposti trippa, coratella e bollito alla Picchiapò, che se non sai che sò, vacci e mangiali!
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