1957, in un'Italia ancora alle prese con la ricostruzione post-bellica e affamata di modernità, Guido Caprotti, insieme al fratello Bernardo, creano qualcosa che avrebbe rivoluzionato il panorama commerciale italiano: il supermercato. In un'epoca in cui le piccole botteghe e i mercati rionali dominavano il panorama commerciale, i Caprotti osarono sognare in grande, importando dagli Stati Uniti un modello di vendita completamente nuovo per l'Italia.Da dove arriva Il nome "Esselunga" ? Esso ha un'origine curiosa e pragmatica al tempo stesso. Deriva dalla forma allungata del primo negozio, situato in viale Regina Giovanna a Milano. Questo primo punto vendita, con i suoi scaffali ordinati, l'ampia varietà di prodotti e il concetto rivoluzionario del self-service. Questo lungo supermercato rappresentava una vera e propria finestra sul futuro per i consumatori italiani dell'epoca.Guido Caprotti, con il suo spirito imprenditoriale e la sua capacità di vedere oltre l'orizzonte, gettò le basi di quello che sarebbe diventato un colosso della grande distribuzione, anche grazie alla spinta dei Rockfeller(la ricca famiglia imprenditoriale americana) La sua intuizione fu quella di capire che l'Italia era pronta per un cambiamento nel modo di fare la spesa, un cambiamento che avrebbe portato efficienza, varietà e un miglioramento della qualità della vita per milioni di famiglie. Se Guido Caprotti fu l'ideatore, Bernardo Caprotti (divenuto amministratore delegato nel 1965) riuscì a trasformare realmente Esselunga in un'icona del retail italiano. Assumendo le redini dell'azienda, Bernardo si dimostrò un leader visionario, determinato e talvolta controverso. La sua filosofia aziendale si basava su alcuni principi fondamentali che avrebbero guidato Esselunga nei decenni a venire: qualità senza compromessi, innovazione costante e un'attenzione maniacale ai dettagli. Sotto la guida di Bernardo, Esselunga introdusse numerose innovazioni nel settore della grande distribuzione italiana. Fu tra i primi a implementare il codice a barre nei supermercati, una tecnologia che oggi diamo per scontata ma che all'epoca rappresentava una vera rivoluzione in termini di efficienza e gestione dell'inventario. Questa mossa non solo migliorò l'esperienza del cliente alle casse, ma permise anche un controllo più preciso delle scorte e una gestione più efficiente dell'intera catena di approvvigionamento.Dopo la scomparsa di Bernardo Caprotti nel 2016, i figli Marina, Giuseppe e Violetta hanno ereditato le redini dell'azienda. Questo passaggio di testimone ha portato con sé nuove sfide ma anche nuove opportunità per l'azienda. Ognuno dei figli Caprotti ha portato in dote una visione unica, complementare a quella dei fratelli. Marina, con la sua esperienza nel mondo del marketing, ha puntato sul rafforzamento del brand Esselunga, lavorando per mantenere e accrescere quella percezione di qualità e affidabilità che ha sempre contraddistinto l'azienda. Il suo focus sulla comunicazione e sul rapporto con il cliente ha permesso a Esselunga di rimanere rilevante in un mercato sempre più competitivo.Giuseppe, dal canto suo, si è concentrato sull'innovazione tecnologica e sull'e-commerce. la sua visione ha permesso a Esselunga di abbracciare la digitalizzazione, lanciando e potenziando servizi come la spesa online e la consegna a domicilio.Violetta ha invece posto l'accento sulla sostenibilità e la responsabilità sociale d'impresa.Esselunga è molto più di una semplice catena di supermercati. Con un fatturato annuo che supera gli 8 miliardi di euro, l'azienda è diventata un vero e proprio pilastro dell'economia italiana. Impiega oltre 25.000 persone, contribuendo all'occupazione nel paese, ed è rinomata per le sue politiche di welfare aziendale all'avanguardia.La storia di Esselunga è un esempio brillante di come visione, innovazione e dedizione possano trasformare un'idea in un'istituzione nazionale