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Affidamento obbligato per gli enti locali con scarsa capacità di riscossione delle entrate. Corte dei conti, la riforma pronta per il voto finale.
#newsletter #dirittotributario #imu #tari #canoneunico #accertamento #riscossione #stampaetributi.
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Affidamento obbligato per gli enti locali con scarsa capacità di riscossione delle entrate
La proposta di legge di bilancio 2026 introduce delle misure volte al miglioramento della riscossione, specie coattiva, delle entrate degli enti locali, alla luce dei non soddisfacenti risultati registrati a livello complessivo. L’ultima relazione della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti locali mostra infatti, un tasso di riscossione dei residui delle entrate tributarie di circa il 57 per cento nel 2023, pur se con situazioni molto differenti sul territorio nazionale. La soluzione scelta è quella di introdurre un altro soggetto legittimato alla riscossione coattiva delle entrate locali, a cui gli enti possono e in alcuni casi devono affidare la stessa. Soggetto che si aggiunge a quelli già oggi contemplati dalla normativa (Agenzia delle entrate riscossione-Ader, concessionari iscritti all’albo ex articolo 53 del Dlgs 446/1997, società in house, gestori dei rifiuti). Si tratta di un’evidente deroga alla potestà regolamentare degli enti locali in materia di gestione delle proprie entrate (pur non esplicita), che comprime l’autonomia dei medesimi enti, sacrificandola per il raggiungimento dell’obiettivo dell’incremento della riscossione delle entrate; deroga che, tuttavia, evidenzia una certa “sfiducia” nelle capacità gestorie degli enti, ai quali in definitiva sembra essere attribuita totalmente la responsabilità degli scarsi risultati ottenuti, tenuto conto che i soggetti che comunque provvederanno alla riscossione delle entrate, sotto “il cappello” di Amco, sono in buona sostanza gli stessi a cui oggi gli enti possono affidare la riscossione coattiva, al di fuori di Ader
Corte dei conti, la riforma pronta per il voto finale
La riforma della Corte dei conti supera senza correttivi anche l’esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato; ed è quindi pronta per il voto finale nell’Aula che dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno, una volta chiusa la sessione di bilancio. L’obiettivo di Governo e maggioranza è di condurre in porto le nuove regole senza modifiche rispetto al testo approvato alla Camera, per farle entrare in vigore prima del 1° gennaio 2026 ed evitare così l’ennesima replica dello scudo erariale, il meccanismo nato nel 2020 per limitare le responsabilità erariali ai casi di dolo o grave inerzia.
By tommaso ventreAffidamento obbligato per gli enti locali con scarsa capacità di riscossione delle entrate. Corte dei conti, la riforma pronta per il voto finale.
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Affidamento obbligato per gli enti locali con scarsa capacità di riscossione delle entrate
La proposta di legge di bilancio 2026 introduce delle misure volte al miglioramento della riscossione, specie coattiva, delle entrate degli enti locali, alla luce dei non soddisfacenti risultati registrati a livello complessivo. L’ultima relazione della Corte dei conti sulla gestione finanziaria degli enti locali mostra infatti, un tasso di riscossione dei residui delle entrate tributarie di circa il 57 per cento nel 2023, pur se con situazioni molto differenti sul territorio nazionale. La soluzione scelta è quella di introdurre un altro soggetto legittimato alla riscossione coattiva delle entrate locali, a cui gli enti possono e in alcuni casi devono affidare la stessa. Soggetto che si aggiunge a quelli già oggi contemplati dalla normativa (Agenzia delle entrate riscossione-Ader, concessionari iscritti all’albo ex articolo 53 del Dlgs 446/1997, società in house, gestori dei rifiuti). Si tratta di un’evidente deroga alla potestà regolamentare degli enti locali in materia di gestione delle proprie entrate (pur non esplicita), che comprime l’autonomia dei medesimi enti, sacrificandola per il raggiungimento dell’obiettivo dell’incremento della riscossione delle entrate; deroga che, tuttavia, evidenzia una certa “sfiducia” nelle capacità gestorie degli enti, ai quali in definitiva sembra essere attribuita totalmente la responsabilità degli scarsi risultati ottenuti, tenuto conto che i soggetti che comunque provvederanno alla riscossione delle entrate, sotto “il cappello” di Amco, sono in buona sostanza gli stessi a cui oggi gli enti possono affidare la riscossione coattiva, al di fuori di Ader
Corte dei conti, la riforma pronta per il voto finale
La riforma della Corte dei conti supera senza correttivi anche l’esame delle commissioni Affari costituzionali e Giustizia del Senato; ed è quindi pronta per il voto finale nell’Aula che dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno, una volta chiusa la sessione di bilancio. L’obiettivo di Governo e maggioranza è di condurre in porto le nuove regole senza modifiche rispetto al testo approvato alla Camera, per farle entrare in vigore prima del 1° gennaio 2026 ed evitare così l’ennesima replica dello scudo erariale, il meccanismo nato nel 2020 per limitare le responsabilità erariali ai casi di dolo o grave inerzia.