STORIA DEL NARCOTRAFFICO

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STORIA DEL NARCOTRAFFICO episodes

  • Carmine Galante 2° parte
    In questa puntata  condotta da Fabio Fabiano, si analizza la caduta di Carmine Galante. Rilasciato nel 1974, si impone come boss dei Bonanno affidandosi alle guardie del corpo siciliane ("Zips"). La sua avidità nel monopolizzare il narcotraffico senza dividere i profitti spinge la Commissione a decretarne la morte. Il 12 luglio 1979 viene ucciso a tradimento a Brooklyn: la celebre foto lo ritrae a terra, con l'inseparabile sigaro ancora tra i denti.

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    6 min
  • Carmine Galante 1° parte
    Nella puntata  condotta da Fabio Fabiano, viene analizzato il profilo di Carmine Galante, detto "The Cigar". Riconosciuto come sociopatico e killer spietato, Galante scala la famiglia Bonanno e gestisce il narcotraffico internazionale con la French Connection tra Canada e USA. Dopo il summit di Palermo del 1957, finisce nel mirino di FBN e FBI: nonostante pesanti intimidazioni ai processi, nel 1962 viene condannato a 20 anni, da dove continuerà a tramare.

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    6 min
  • French connection 3° parte
    Il tramonto della French Connection scatena una sanguinosa guerra di successione a Marsiglia, dai boss Zampa e "il Belga" fino alla balcanizzazione delle nuove bande corse. Ma il vero colpo di scena è a New York: un clamoroso scandalo corrompe il NYPD, dove gli agenti rubano 300 kg di eroina dai sequestri sostituendola con farina, scoperta solo a causa degli insetti.Mentre i chimici francesi traslocano in Sicilia, la pressione internazionale sradica l'impero criminale.



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    10 min
  • French connection 2° parte
    Il declino della French Connection nacque dall'avidità interna all'Unione Corsa, una confederazione di clan protetta dalle istituzioni per il passato nella Resistenza. Tra i leader spicca Jean Jehan, "fantasma" imprendibile protetto in Francia, che beffò i detective Grosso ed Egan (le cui indagini ispirarono il film Il braccio violento della legge). La fine dell'era d'oro fu sancita dalla sanguinosa guerra tra il clan Guérini e Marcel Francisci, conclusasi negli anni '80 con lo sterminio dei vertici storici.

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    8 min
  • French Connection 1° parte
    Mosaico criminale poliarca, la French Connection dominò il narcotraffico mondiale tra gli anni '40 e '70. L'asse transatlantico univa i gangster corsi di Marsiglia, chimici d'eccellenza capaci di produrre eroina pura al 98% (come il leggendario Jo Cesari), e Cosa Nostra americana, guidata da Lucky Luciano. Sfruttando coperture geopolitiche anticomuniste, auto di lusso e canali diplomatici, la rete inondò gli USA fino al memorabile blitz di Aubagne nel 1964, avviato grazie alla cooperazione internazionale.


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    8 min
  • LA MAFIA E TRAFFICO DI STUPEFACENTI DOPO IL DOPOGUERRA - I CASI GIUDIZIARI
    Il periodo immediatamente successivo alla Seconda Guerra Mondiale segnò una fase di profonda riorganizzazione e adattamento per la Mafia siciliana e americana. Quella italiana lungi dall'essere debellata dal regime fascista, l'organizzazione dimostrò una notevole resilienza, evolvendo dalle sue radici tradizionali e rurali per abbracciare nuove e più lucrative attività illecite proposte dall’omologa organizzazione statunitense. Questa transizione fu cruciale, poiché la Mafia iniziò a spostare il proprio interesse da forme di controllo territoriale e brigantaggio nelle campagne verso imprese più moderne e connesse a livello globale. La fine del brigantaggio, come evidenziato dalla fine di Giuliano, segnò un passaggio verso "nuove attività illecite legate soprattutto al contesto urbano".

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    16 min
  • LA MAFIA E TRAFFICO DI STUPEFACENTI DAL DOPOGUERRA AGLI ANNI SESSANTA 3° PARTE
    La complessità, i rischi e la remuneratività del traffico aumenta no enormemente; si accresce quindi l'esigenza di disporre di strutture organizzative assolutamente solide e sicure e le organizzazioni mafiose offrono allo specifico commercio il suo « ambiente naturale », cioè un modello associativo fatto alla bisogna.Mentre perciò nella prima fase va creata un'organizzazione che abbia le caratteristiche necessarie per portare a termine il contrabbando voluto, alla seconda provvede la mafia, cioè una organizzazione già solidamente predisposta per finalità criminose, che può passare al traffico di stupefacenti senza modificazioni o ritocchi all'apparato, bastando solamente la scelta della modalità più adatta nel caso specifico.

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    13 min
  • LA MAFIA E TRAFFICO DI STUPEFACENTI DAL DOPOGUERRA AGLI ANNI SESSANTA 2° PARTE
    La scelta dei grandi boss, come Luciano, Adonis (Milano) e Coppola (Roma), di stabilire il loro domicilio lontano dalla Sicilia, in grandi città come Napoli, Milano e Roma, rispondeva a precise esigenze strategiche. In queste città, non esisteva il tradizionale intreccio mafioso siciliano, ed era difficile crearne uno ex novo perché mancavano gli elementi ambientali o personali della struttura mafiosa tradizionale. Questa diversificazione di comportamento nei rapporti con il "potere" e l'adattabilità a contesti diversi da quelli siciliani tradizionali furono evidenti. In Sicilia, il rapporto mafia-potere era ricco di sottintesi e si basava sul rispetto per l'"autorità", un mondo tradizionale dove le cose si facevano anche senza dirle.

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    10 min
  • LA MAFIA E TRAFFICO DI STUPEFACENTI DAL DOPOGUERRA AGLI ANNI SESSANTA 1° PARTE
    Prima dell'ascesa di Cosa Nostra, il traffico illecito della droga a New York era controllato principalmente da organizzazioni criminali ebraiche. Arnold Rothstein emerge come il principale leader criminale ebraico a New York negli anni '20. Le fonti storiche lo descrivono come il capo del traffico di droga a New York in quel periodo, prima di essere assassinato nel 1928 ma precisano anche che fu un potente gangster coinvolto in varie altre attività criminali, tra cui il gioco d'azzardo e il contrabbando. La sua morte ha creato un vuoto di potere nel mondo criminale di New York, che ha permesso a Cosa Nostra di affermarsi gradualmente nel traffico degli stupefacenti.

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    8 min
  • La Guerra alla Droga negli Anni '50 negli USA
    La "guerra alla droga" degli anni '50, fu caratterizzata dalla propaganda allarmista contro il fenomeno e da un approccio punitivo, che ha gettato le basi per le politiche sulla droga che si sarebbero sviluppate negli anni successivi. La combinazione di un forte controllo burocratico, l'opportunismo politico e l'influenza dei media hanno creato un sistema in cui l'incarcerazione di massa divenne una risposta apparentemente logica, anche se fallimentare, al problema della tossicodipendenza. Il fallimento fu dato dall’errore cruciale di non considerare un approccio di tipo medico nella lotta alla tossicodipenza. Le dinamiche di quel periodo sono fondamentali per capire la storia della politica contro la droga degli Stati Uniti.

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    10 min

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