Questa supplica appartiene alla tradizione devozionale francescana moderna, sviluppatasi nel corso del XX secolo come preghiera dei pellegrini che visitano la Basilica di San Francesco ad Assisi.
Non si tratta di un testo medievale o attribuito al Santo stesso, ma di una composizione liturgica recente, probabilmente elaborata nell'ambito delle celebrazioni giubilari o delle grandi solennità francescane. La preghiera riflette la spiritualità del Concilio Vaticano II, con particolare attenzione alla dimensione comunitaria, all'ascolto della Parola e all'apertura verso tutti gli uomini.
È comunemente recitata presso la Tomba del Santo nella Basilica inferiore di Assisi, dove i pellegrini sostano per affidare al Poverello le loro intenzioni. Il testo sintetizza i tratti essenziali della santità francescana: la sequela di Cristo, la povertà evangelica, la fraternità universale e l'amore per la Chiesa.
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