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"Raffaele è un artista di strada, suona il violino. Suona perché non ha altro, perché non è altro che questo: un violinista.
In realtà è anche un nomade, oltre che essere un violinista. Un violinista nomade, o un nomade violinista, come preferisci. Se c’è una cosa che in vita sua ha fatto più di suonare il violino è stato camminare:
Adesso è qui in Italia, in zona Padova, ed è per tutti Raffaele.
Ora, io non so come ci sia finito un violino nel deserto, né come Raphael abbia fatto a trovarlo, non è importante. Quello che so è che Raphael con quel violino ormai un po’ scordato, ma di cui non si scorda mai, ha attraversato una guerra, e poi tanti confini, mari, oltre 20 Stati, e centinaia, forse migliaia, di città.
Può essere difficile capirlo, in tanti gli hanno domandato il perché non si sia stabilito da qualche parte, possibile che in tutte quelle terre non ne abbia trovata una che potesse soddisfarlo? Per quale ragione non ha provato a ricominciare una nuova vita altrove, come tanti suoi conterranei hanno fatto nel corso degli anni?
La verità è che, per quanto una casa possa essere malmessa, povera e disastrata, sempre Casa rimane, ed è insostituibile.
Raphael si era trovato davanti a una scelta: restare a casa col rischio di non rivederla mai più, o partire senza mai fermarsi, con la speranza di rivederla, un giorno.
Insomma, se nessun luogo sarebbe diventato la sua nuova casa, allora tutto il mondo lo sarebbe stato.
Per questo ogni mattina cammina verso un posto diverso, Raphael, animando con la sua musica le case degli altri, nella speranza di poter rallegrare di nuovo, un giorno, anche la sua"
Credits: SteveMcCurry
By jackgallazzi"Raffaele è un artista di strada, suona il violino. Suona perché non ha altro, perché non è altro che questo: un violinista.
In realtà è anche un nomade, oltre che essere un violinista. Un violinista nomade, o un nomade violinista, come preferisci. Se c’è una cosa che in vita sua ha fatto più di suonare il violino è stato camminare:
Adesso è qui in Italia, in zona Padova, ed è per tutti Raffaele.
Ora, io non so come ci sia finito un violino nel deserto, né come Raphael abbia fatto a trovarlo, non è importante. Quello che so è che Raphael con quel violino ormai un po’ scordato, ma di cui non si scorda mai, ha attraversato una guerra, e poi tanti confini, mari, oltre 20 Stati, e centinaia, forse migliaia, di città.
Può essere difficile capirlo, in tanti gli hanno domandato il perché non si sia stabilito da qualche parte, possibile che in tutte quelle terre non ne abbia trovata una che potesse soddisfarlo? Per quale ragione non ha provato a ricominciare una nuova vita altrove, come tanti suoi conterranei hanno fatto nel corso degli anni?
La verità è che, per quanto una casa possa essere malmessa, povera e disastrata, sempre Casa rimane, ed è insostituibile.
Raphael si era trovato davanti a una scelta: restare a casa col rischio di non rivederla mai più, o partire senza mai fermarsi, con la speranza di rivederla, un giorno.
Insomma, se nessun luogo sarebbe diventato la sua nuova casa, allora tutto il mondo lo sarebbe stato.
Per questo ogni mattina cammina verso un posto diverso, Raphael, animando con la sua musica le case degli altri, nella speranza di poter rallegrare di nuovo, un giorno, anche la sua"
Credits: SteveMcCurry