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Per la nuova puntata di Lór And The Sissi, la voce si posa dove il tempo smette di correre e comincia ad ascoltare.
Sissi attraversa il tema del tempo che non si perde e non si chiede: quel tempo che resta, che abita le pause, che vive nelle domande leggere — come chiedersi di chi sia la poesia che sentiamo dentro. Non per trovare risposte, ma per aprire stanze interiori rimaste socchiuse.
Tra immagini semplici e profonde, la puntata accompagna l’ascoltatore a scoprire che la felicità non è un luogo lontano, ma una città invisibile che appare nei gesti minimi: un sorriso come un sorso d’acqua offerto alla sete del mondo.
La narrazione è intima, naturale, quasi sussurrata. Nessuna lezione, nessuna morale imposta: solo parole appoggiate accanto, pronte a essere raccolte da chi sente il bisogno di bere.
La parte tecnica, curata da Lór, sostiene con delicatezza questa atmosfera sospesa, lasciando che sia il silenzio a completare ciò che le parole non devono dire.
By Lór and the SissiPer la nuova puntata di Lór And The Sissi, la voce si posa dove il tempo smette di correre e comincia ad ascoltare.
Sissi attraversa il tema del tempo che non si perde e non si chiede: quel tempo che resta, che abita le pause, che vive nelle domande leggere — come chiedersi di chi sia la poesia che sentiamo dentro. Non per trovare risposte, ma per aprire stanze interiori rimaste socchiuse.
Tra immagini semplici e profonde, la puntata accompagna l’ascoltatore a scoprire che la felicità non è un luogo lontano, ma una città invisibile che appare nei gesti minimi: un sorriso come un sorso d’acqua offerto alla sete del mondo.
La narrazione è intima, naturale, quasi sussurrata. Nessuna lezione, nessuna morale imposta: solo parole appoggiate accanto, pronte a essere raccolte da chi sente il bisogno di bere.
La parte tecnica, curata da Lór, sostiene con delicatezza questa atmosfera sospesa, lasciando che sia il silenzio a completare ciò che le parole non devono dire.