Roma, giugno 1800. Meno di ventiquattro ore, tre luoghi iconici.
Una cantante che sceglie di uccidere pur di non essere vinta. Un pittore che muore per un ideale, un amore più grande della vita. Un capo della polizia che, anche da morto, continua a tirare le fila della tragedia.
Tosca non è solo passione, sangue e morte: è la storia di una donna che vive e muore secondo i propri termini, rifiutando la sottomissione fino all’ultimo respiro.
Puccini costruisce un meccanismo perfetto: una partitura tagliente che corre verso la catastrofe, dove la musica ci dice sempre più di quanto accada in scena. Una Roma evocata attraverso campane, liturgie e stornelli. E una protagonista rivoluzionaria che, alla Prima del 14 gennaio del 1900, a Roma, ovviamente, fece scandalo: troppo sangue, troppa violenza, troppo vero. Ah, Giacomo! Così hai davvero alzato tantissimo i nostri standard. Tosca è un unicum, e io provo a raccontarvela così come l’ho sempre ascoltata: con il cuore.