Si narra che sul colle chiamato Brùxacrava, che affaccia da un lato verso Tovo e dall’altro verso l’adiacente paese di Giustenice, le streghe della zona aspettassero le notti di luna piena per riunirsi in veri e propri sabba. Alcuni raccontano che ai tempi, durante le pratiche magiche, venissero impegnate delle capre, animali che nel Medioevo venivano spesso associati al demonio, addirittura in Europa s’identificava il diavolo proprio con una capra: un grottesco essere antropomorfo con le sembianze di un caprone. Approfondendo i racconti di altri anziani emerse anche una seconda storia, la leggenda della Compagnia dei Preti: si narra che un manipolo di presunti tali ascoltasse i lamenti dei defunti. Laddove scorgevano maledizioni e minacce, essi procedevano nella notte, invocando i morti durante un rituale che vedeva i membri della Compagnia dei Preti in processione nel buio, in direzione del cimitero, con alcune fiaccole in mano e coperti da bianchi e lunghi mantelli. Una volta arrivati al cimitero, i membri di questa iniziativa si disperdevano affinché tutto finisse senza dar nell’occhio. Secondo i racconti, le notti antiche di questo paese erano avvolte nel mistero, tra streghe e strani riti segreti.
(© Editoriale Programma - Dario Rigliaco)