Il giorno prima di ricevere la chiamata dall’ospedale stavo ordinando casa quando, improvvisamente, trovandomi di fronte alla porta d’ingresso, sentii l’esigenza di danzare. Abitavo un luogo che conoscevo molto bene. Altre volte mi era capitato di sentire l’esigenza di danzare per connettermi con quella dimensione in cui l’interno, l’esterno e l’oltre si allineano spalancando la dimensione propria della mia danza. Eppure, in quella danza, si affacciò qualcosa di diverso, qualcosa di potente, che inibiva il movimento del corpo e mi trascinava a terra, sempre più giù. La danza può aprire una via di trasformazione del dolore del lutto.
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