Scienza - BastaBugie.it

Tre problemi per il vaccino anti-covid


Listen Later

TESTO DELL'ARTICOLO ➜http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=6426

TRE PROBLEMI PER IL VACCINO ANTI-COVID
Il problema per la salute, il problema etico, il problema per la libertà
di Francesca Romana Poleggi
L'argomento "vaccini sì - vaccini no" è divenuto un terreno di scontro ideologico. Lo dimostra la vicenda del dottor Grisanti finito dalle stelle alle stalle per aver pubblicamente espresso serie riserve sui vaccini anti coronavirus che sembra siano di imminente commercializzazione (anche se un giorno sì e uno no, si succedono smentite e contro-smentite; e, intanto, la mia vecchia madre - che vive a Roma, in zona centrale - ancora non riesce a fare il normale vaccino antinfluenzale, tanto raccomandato da tutti, perché "non è arrivato").
Lungi da noi il voler assumere una posizione ideologica in materia (ci sembrano irragionevoli sia i "no vax" senza se e senza ma, sia quelli che vorrebbero obbligare tutti a fare tutti i vaccini che sono in circolazione), riteniamo necessario:
- in primis, conoscere le argomentazioni di chi non ritiene che i vaccini - e in particolare il prossimo eventuale vaccino anti Covid - siano efficaci e salutari per tutti e in tutti i casi;
- in secundis, riteniamo opportuno conoscere le argomentazioni di chi solleva rispetto a determinati vaccini - anche anti Covid - un problema etico (non necessariamente "religioso");
- e infine merita una riflessione la questione dell'obbligatorietà vaccinale in tempi in cui non si fa altro che osannare l'autodeterminazione.

1) IL PROBLEMA PER LA SALUTE: IL DNA FETALE NEI VACCINI
Quanto al primo punto, dovrebbe essere il medico curante a dire se il tal vaccino è efficace e salutare per il tal paziente, al netto del rischio ineliminabile di effetti collaterali (andrebbe anche approfondita la questione sollevata recentemente da Lyons et al. sull' International Journal of Environmental Research and Public Health secondo cui i bambini non vaccinati sono sorprendentemente più sani di quelli vaccinati). C'è poi una importante questione da chiarire. Molti vaccini sono derivati da cellule fetali: quindi, il Dna del feto entra inevitabilmente in circolo nell'organismo del ricevente. Ciò comporta seri rischi per la sua salute, perché potrebbe innescare un processo noto come "ricombinazione omologa" cui consegue la modifica del patrimonio genetico del ricevente il vaccino. Si formano cioè delle mutazioni e delle nuove cellule che il soggetto vaccinato non riconosce come proprie e scatenano una risposta cosiddetta "autoimmune", con le conseguenti malattie e disturbi dello spettro autistico.
La Food & Drug Administration statunitense (l'agenzia federale di controllo sui farmaci) e l'Oms, nel 2005, riconoscendo la sussistenza di rischi oncogeni associati alla presenza di DNA umano nei vaccini, avevano stabilito che doveva essercene meno di 10 ng (nanogrammi). Con il tempo vari ricercatori hanno dimostrato che il limite suddetto non viene quasi mai rispettato. Un esempio fra tanti, denunciato dall'associazione Corvelva: nel Priorix Tetra, usato nei bambini dagli 11 mesi fino ai 12 anni di età per morbillo, parotite, rosolia e varicella, sono state state riscontrate inizialmente quantità di DNA da 1 a 2,7 e poi fino a 3,7 microgrammi per fiala (1 microgrammo è uguale a 1000 nanogrammi). Questo viola anche la convenzione di Oviedo e altre norme internazionali che vietano la modificazione del patrimonio genetico degli esseri umani.
Quanto ai futuri vaccini anti Covid, quindi, riteniamo che per il rispetto del principio del consenso informato, sia necessario pretendere che ci sia la massima trasparenza sull'entità del Dna umano presente in essi.
Ma quale autorità si prenderà davvero a cuore la nostra salute su questo punto? L'Oms e gli altri enti di sorveglianza che finora hanno concesso ai produttori di vaccini di...
...more
View all episodesView all episodes
Download on the App Store

Scienza - BastaBugie.itBy BastaBugie