La presenza dei due troni, le due poltrone in marmo rosso che confinano con la porta Altinia, richiamano una leggenda popolare. Si dice che Attila, dopo aver assediato Altinio, intendesse devastare anche Treviso. Il vescovo dell’epoca, Elviando, convinse gli abitanti ad arrendersi, poi si recò dal condottiero Unno, ormai alle porte di Treviso, per chiedergli di risparmiare la città. Attila, sorpreso dalla richiesta e dal coraggio del presule, accettò, pretendendo in cambio di fermarsi un mese per far riposare cavalli e soldati che sarebbero stati mantenuti dai trevigiani. Per l’occasione il vescovo fece portare nella parte sud della città. Altinia, due antichi sedili dalla cattedrale, da utilizzare come troni per sé e per l’Unno. Su essi si sedevano la sera durante i banchetti offerti ad Attila e ai suoi comandanti barbari. Si dice che Attila fosse amante del vino, del cibo e delle belle donne per questo veniva intrattenuto da balli e danze a cui partecipavano le ragazze più belle della città.
(© Editoriale Programma - Giovanni Golfetto)