Misteri e Leggende

Treviso, la congiura dei notai


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L'antico palazzo comunale della città, più conosciuto dai trevigiani come Palazzo dei Trecento, ora è tornato a essere denominato della Ragione. Il termine fa riferimento alla sistemazione, al primo piano, dei banchi dei giudici: il termine ragione va inteso nel senso di giustizia. Può accadere, soprattutto nelle notti di novembre, di sentire soffiare strani ansiti e rumori attraverso le arcate del piano terra del Palazzo della Ragione. Era una notte fredda quella del 19 novembre 1356, quando i soldati della Serenissima Repubblica irruppero nelle case di sei notai per arrestarli con l’accusa di tradimento e insurrezione. Furono subito interrogati e, sapendo di essere stati traditi, ammisero il loro proposito ovvero voler restituire libertà e indipendenza agli abitanti della città. Subito dopo furono impiccati, nel silenzio generale dei cittadini esterrefatti, agli archi del piano terra del palazzo della Ragione. Nei giorni successivi altri furono inquisiti e sottoposti a tortura perché imprudenti nell’esprimere qualche lamentela nei confronti di Venezia. Un settimo notaio accusato di tradimento, Gerolamo Zatre, ma egli era invece un furfante: fu catturato l’anno dopo fuori della città e accusato di essere connivente con gli Ungari.
(© Editoriale Programma - Giovanni Golfetto)
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Misteri e LeggendeBy Editoriale Programma