Misteri e Leggende

Treviso, la Fontana delle tette


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Come recitava la lapide posta sopra la fontana, essa somministrò per la prima volta una mirabile quantità d’acqua, proveniente dal Cagnan, al popolo trevigiano che ne era bisognoso a causa della grave siccità del 1559. Da quella data per tre giorni di seguito, fino alla caduta della Repubblica Veneta, gettò gratuitamente da un seno vino rosso e dall’altro bianco. La tradizione popolare fornisce motivazioni curiose riguardo al motivo per il quale sarebbe stata realizzata nel XVI secolo: essa sarebbe servita a neutralizzare, secondo i principi della magia simpatica, il sortilegio gettato da una strega condannata un secolo prima che dichiarava di essere capace di far seccare le cose. Il 4 aprile 1458 Caterina Clauda Furlana, abitante nei pressi del Ponte de Pria fu denunciata all’inquisitore del convento di San Francesco per aver lanciato il seguente sortilegio: “Anche se ora c’è tanta acqua, magari fra 100 anni si asciugherà”. Esattamente un secolo dopo, quando ci fu la grande siccità, qualcuno sull’orlo della disperazione deve essersi ricordato della maledizione e aver trovato la soluzione per neutralizzare il sortilegio, secondo i principi della magia simpatica.
(© Editoriale Programma - Giovanni Golfetto)
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Misteri e LeggendeBy Editoriale Programma