Nel firmamento della musica elettronica mondiale, dove troppo spesso la tecnologia diventa fine a se stessa e il beat oscura la narrazione, emerge una formazione che ha saputo trasformare la dance music in letteratura sonora: gli Underworld. Gruppo britannico fondato da Karl Hyde e Rick Smith, gli Underworld sono conosciuti per le loro composizioni atmosferiche e progressive, per i testi criptici e per performance dal vivo profondamente fisiche e mutevoli. Ma definirli semplicemente un “dance act” sarebbe riduttivo: Underworld rappresentano quella rara alchimia in cui il flusso di coscienza incontra il beat ipnotico, dove frammenti di conversazioni notturne rubate alla strada diventano liturgia elettronica.