Sei ancora qui, immerso nella natura del Ticino. Hai visto le cascate e i paesi antichi, la piccola e misteriosa valle abbandonata d’inverno e abitata d’estate, i sentieri da trekking e il fiume che scorre, al centro, implacabile. Eppure il viaggio è appena cominciato: oggi, dopo silenzi e solitudini energetiche, ti sposti in una delle valli più popolate, fra quelle confinanti con la Valle Maggia: sei in Valle Lavizzara, circondata da montagne verdissime in primavera e spennellate di bianco in inverno, con i suoi paesi e le cave di marmo, i sentieri e le piste da sci. Procedo con ordine: zaino in spalla e maglioncino sulle spalle, si sale a milleduecento metri d’altezza. La prima tappa in Valle Lavizzara non può che essere Fusio, la piccola frazione più elevata della valle. Qui le abitazioni sono quelle di una volta: l’affascinante nucleo è tutto pietra e legno, le tipiche case hanno i tetti di scandole: tradizionali, un tempo, e ancora visibili su alcune stalle. Passeggiando fra le case e attraverso i ponti, c’è sempre qualche scorcio del fiume e delle montagne tutto intorno, che sembrano essere il giardino di casa del paese. Fusio risale al 1286, ed è stata, nel tempo, dimora anche dei Walser, un popolo alemannico emigrato in epoca medievale attraverso le Alpi.
A proposito di storia e tradizione, qui vicino si trova anche Peccia, culla di cultura scultorea e sede dell’unica cava di marmo in Svizzera. Qui sorge il Centro Internazionale di Scultura, frequentato da artisti di tutto il mondo da ormai molti anni.
Il marmo bianco di Peccia è un vanto per gli abitanti di questa valle, ed è usato anche per abbellirne i paesi: infatti è proprio in questo materiale, unito al più scuro granito, che è stata ricostruita la chiesa di Mogno. Mogno è un piccolo paese, ormai abbandonato: le alluvioni e le frane l’hanno travolto più volte nel tempo, distruggendo nel 1986 anche la chiesa seicentesca. Grazie a Mario Botta, però, la chiesa oggi è più bella che mai, e con le sue linee geometriche e la struttura cilindrica gioca a specchiarsi e svettare sulla tipica architettura alpina del resto del paese.
Ma in Val Lavizzara i paesi non sono tutto: laghetti alpini, oasi naturali, sentieri nel verde e piste da sci abbracciano la valle in tutte le direzioni. Passa dal Lago Mognola per un’escursione, per pescare, o per arrampicare sulla Mognola Rock Climbing, una grande palestra all’aperto con nove settori di diverse difficoltà. Puoi fermarti a ricaricarti nella pace selvaggia della Valle, ma poi riallaccia le scarpe e fai un respiro profondo: da qui si parte per conquistare le vette circostanti.
Se ti sembra di aver visto tutto, accetta un consiglio e dirigiti verso la regione del Naret: passando per i laghetti alpini attraversa il Passo, e fatti condurre attraverso la Val Sambuco con il suo lago artificiale, Val Torta e le valli circostanti.
In tutto il resto del tempo, o prima di riposarti da queste escursioni nella natura, fai una cosa: cerca ancora, e troverai sparsi nella valle e nei paesi feste popolari, cinema all’aperto, musica in piazza e corsi manuali, mostre e mercati artigianali.