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Il governo Meloni resisterà fino alla fine della legislatura? La legge elettorale voluta dalla presidente del Consiglio va alla prova della fiducia, Salvini vuole il congresso anticipato della Lega per resistere alle manovre interne del suo partito contro di lui, e il fenomeno Vannacci che insidia non solo Lega e Forza Italia ma anche la stessa leadership di Meloni: tre sfide che mettono a rischio la tenuta della maggioranza di centro destra/estrema destra al potere.
Intanto nel Campo Largo le cose si fanno sempre più incerte nonostante il 'testardamente unitari' di Schlein: al centro delle fibrillazioni c'è sempre il nodo irrisolto sull'Ucraina; dopo le bordate di Conte sono arrivate le parole pesanti di Bonelli. Girano nomi di eventuali federatori e dubbi sulle stesse primarie del centrosinistra.
Ne abbiamo parlato nel podcast "Viaggio nella politica italiana" con Dino Amenduni dell'agenzia Proforma, esperto di comunicazione politica, e Arianna Ciccone, co-fondatrice dell'International Journalism Festival e fondatrice di Valigia Blu.
Regia: Vudio
Dopo Roma, Firenze e Perugia, abbiamo incontrato la community di Valigia Blu a Bologna per la quarta tappa dei nostri incontri in giro per l’Italia “Fuori dalla Rete per fare rete”.
Durante l'incontro abbiamo registrato live una nuova puntata del podcast “Viaggio nella politica italiana”, insieme a Dino Amenduni dell'agenzia Proforma — esperto di comunicazione politica e nostro storico complice — e ad Arianna Ciccone, co-fondatrice dell'International Journalism Festival e fondatrice di Valigia Blu.
Punto di partenza obbligato: le amministrative di fine maggio, e in particolare il caso Venezia, dove il candidato del Campo Largo — dato per vincitore quasi per inerzia dai sondaggi — ha perso. Una sconfitta che vale più di mille analisi, perché conferma quello che qualcuno aveva già provato a dire dopo il NO al referendum giustizia di fine marzo: no, un voto contro qualcosa non è automaticamente un voto a favore del centrosinistra.
Cosa ci dicono davvero le amministrative sugli equilibri politici? Quando si tornerà a votare? Con quante coalizioni, e chi parte favorito? E soprattutto: con quale legge elettorale? Perché sul nodo delle preferenze — uno degli scogli più spinosi — Meloni e Schlein si ritrovano, incredibile a dirsi, più o meno sulla stessa posizione. La politica italiana, quando vuole, sa ancora sorprenderci.
Infine, non poteva mancare il dilemma del momento: il fenomeno Vannacci. Fuoco di paglia mediatico o soggetto politico con cui fare i conti sul serio?
Ora che l’intelligenza artificiale è, letteralmente, ovunque, cosa resta dell’informazione e della capacità di informare? Da un lato, l’IA riscrive lo spazio pubblico, fornendo a ciascuno la propria realtà, con le proprie verità. Dall’altro, l’IA cambia noi stessi in profondità: le nostre capacità critiche e creative, il nostro modo di relazionarci agli altri, le nostre vite emotive.
Come si resta umani? Travolti dalla mareggiata dell’artificiale, saranno leggi, codici etici e buone prassi a farci solcare la cresta dell’onda senza perdere la rotta? O serve forse qualcosa di più profondo e diverso?
Ne discutono in questo panel l’avvocato Bruno Saetta, esperto di nuove tecnologie e collaboratore di Valigia Blu, e Fabio Chiusi, ricercatore freelance e autore del recente La fortezza automatica. Se l’IA decide chi può varcare i confini (Bollati Boringhieri).
Regia: Vudio
Nella tappa perugina degli incontri di Valigia Blu con la community "Fuori dalla Rete per Fare Rete" alla XX edizione del Festival Internazionale del Giornalismo, il podcast live "Viaggio nella politica italiana" con Dino Amenduni dell'agenzia Proforma, esperto di comunicazione politica e responsabile della strategia di comunicazione del Comitato referendario 'Giusto Dire No', e Arianna Ciccone, co-fondatrice dell'International Journalism Festival e fondatrice di Valigia Blu.
Negli ultimi cinque anni, il giornalismo italiano ha visto emergere nuove voci afrodiscendenti che stanno ridefinendo il panorama mediatico, rompendo gli schemi di un settore tradizionalmente dominato da una narrazione monoculturale. Attraverso social media, podcast e long form giornalistici, queste nuove realtà raccontano il mondo da prospettive spesso ignorate, sfidando stereotipi e portando all’attenzione pubblica tematiche fino a poco tempo fa marginalizzate.
Ne hanno parlato nella seconda edizione dei Valigia Blu Live al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia Leila Beldhaj Mohammed, giornalista freelance e attivista transfemminista, esperta di migrazioni, diritti umani e geopolitica, collabora con LifeGate, Rai News 24 e Radio 24, Nogaye Ndiaye, divulgatrice di origine senegalese e autrice di Universo Parallelo (People, 2024), Hillary Esi Akoun, brand manager e team leader di Essere Nero, la più grande community social italiana dedicata alla cultura nera e alla valorizzazione delle eccellenze afrodiscendenti. Modera: Jessica Cugini, firma di Nigrizia, rivista storica dedicata all’Africa, esperta di migrazione e cittadinanza.
Regia: Vudio
Chi ha detto che “maschio” fa rima con violenza, rigidità e silenzio emotivo? Perché gli uomini compiono oltre il 90% dei crimini violenti, ma si tolgono la vita tre volte più delle donne? E soprattutto: come possiamo riscrivere questa storia, come giornalisti e come lettori?
Se ne è parlato alla seconda edizione dei Valigia Blu Live al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia con Francesca Cavallo, scrittrice e coautrice del bestseller internazionale Storie della buonanotte per bambine ribelli, che torna in libreria con Storie spaziali per maschi del futuro, nuove fiabe che esplorano nuovi modelli di maschilità. Con lei Roberta Giuili, giornalista di Sky TG24, autrice nel 2024 del documentario sulla violenza di genere Ritratto Familiare (regia di Tommaso Frangini, produzione di Roberta Colombo Gualandri), e Pasquale Quaranta, primo Diversity Editor d’Italia e pioniere del giornalismo inclusivo. Perché cambiare è possibile a cominciare dal modo in cui leggiamo e scriviamo di maschilità.
Regia: Vudio
Più di un anno di conflitto a Gaza ha reso il racconto della guerra più difficile che mai. Le testimonianze dall’interno sono state rare, filtrate, spesso ostacolate, e ogni parola pronunciata o scritta è stata attentamente valutata, pensata e ripensata da chi racconta e da chi ascolta. Perché questa guerra è stata così difficile da narrare? Quali sfide hanno dovuto affrontare i giornalisti sul campo e quelli che hanno provato a dare voce a chi è rimasto intrappolato?
Ne parlano Francesca Caferri, corrispondente estera di Repubblica, che segue il mondo arabo e musulmano da quasi 20 anni, avendo lavorato in Israele, Palestina, Egitto, Iraq, Afghanistan, Libano, Pakistan, Yemen, Arabia Saudita e molti altri Paesi; Safwat al Kahlout, corrispondente di Al Jazeera a Gaza, fuggito sei mesi dopo l’inizio della guerra e ora residente in Umbria; e Roberto Cetera, corrispondente de L’Osservatore Romano da Israele, autore di un articolo citatissimo sulle difficoltà dei giornalisti nel raccontare Gaza.
La crisi del diritto internazionale è al centro del dibattito globale. Dall’invasione russa dell’Ucraina alla guerra a Gaza, le norme che dovrebbero regolare la guerra e proteggere i civili vengono sistematicamente ignorate o reinterpretate. Quali sono le conseguenze quando la legalità internazionale diventa un’opzione anziché un principio vincolante? L’Europa, intanto, è costretta a ripensare sicurezza e difesa, mentre l’allontanamento degli Stati Uniti dalle alleanze transatlantiche impone una maggiore autonomia strategica.
In questo incontro, Paola Caridi, esperta di Medio Oriente, Francesca Mannocchi, giornalista che ha raccontato i conflitti sul campo, Nello Scavo, reporter d’inchiesta di Avvenire, Emanuele Cimiotta professore di Diritto Internazionale presso l'Università di Perugia e Giulio Fedele, analista delle dinamiche giuridiche globali, hanno parlato di come il diritto internazionale stia vacillando sotto la pressione delle guerre e delle nuove alleanze geopolitiche.
Nel nuovo contesto normativo europeo, la verifica dell’età sembra la soluzione più immediata per proteggere i minori online. Ma è davvero così semplice? Quali sono i rischi nascosti dietro tecnologie invasive e poco proporzionate: dalla censura preventiva ai pericoli per i diritti dei ragazzi più vulnerabili. Che futuro digitale vogliamo: uno pieno di muri, controlli ed esclusioni, oppure uno più aperto basato sulla conoscenza, sulla fiducia e sulla responsabilità di ciascuno?
*Audio generato con IA: Google NotebookLM
L'incontro alla XIX edizione del Festival Internazionale del Giornalismo con la giornalista Francesca Mannocchi, autrice del documentario "Lirica Ucraina", e il compositore della colonna sonora, Iosonouncane.
Mannocchi continua il percorso che l’ha portata a raccontare diverse zone di conflitto, dalla Libia al Libano, all’Iraq e, più recentemente, all’Ucraina. In "Lirica Ucraina" lo fa con un documentario che parte dalle strade di Bucha, dove la reporter è entrata appena due giorni dopo la liberazione dalle truppe occupanti russe. Lì Mannocchi ha raccolto e raccontato le piccole storie dei sopravvissuti, gli unici a conservare la Memoria.
Raccontare una guerra significa ascoltare chi sopravvive, perché sulla loro pelle, più che sui cadaveri estratti dalle macerie, è impressa la verità.
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