I testi biblici esprimono il richiamo alla conversione attraverso due modalità. La prima è quella del “ritornare a Dio”, espressa con il verbo ebraico shuv (“ritornare”) e che ancora oggi gli ebrei chiamano teshuvàh (“conversione”). La seconda è quella del “cambiamento di mentalità”. Essa viene espressa con il verbo greco metanoèin (“cambiare la mente”), che ha dato origine al termine “metànoia” (con cui anche noi oggi chiamiamo la conversione). Si tratta di una trasformazione del modo di pensare, di valutare e anche di agire, che la filosofia greca, cui si ispira questo verbo, colloca nel noùs (“la mente”).