Mata Hari di Beshenkovsky e James A. Smith ha vinto il premio Venezia Classici per il miglior documentario sul cinema a Venezia 82. È una pellicola che ripercorre le vicende attorno alle riprese del film che l’attore David Carradine voleva dedicare a Margaretha Zelle, in arte Mata Hari, danzatrice, cortigiana e presunta spia dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale.
Un film incompiuto, il lavoro di una vita che porta con sé una storia singolare; Carradine, infatti, ha voluto nel ruolo di protagonista la figlia Calista, con cui non aveva avuto fino a quel momento alcun rapporto.
Ne parliamo assieme a uno dei registi del documentario, James A. Smith.