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Le donazioni di cellule staminali emopoietiche e da sangue del cordone ombelicale avvengono da donatore vivente in maniera gratuita, volontaria ed anonima. Un anonimato che va garantito sia da parte del donatore sia da parte del paziente, un anonimato che però può rendere soli ed isolati. Ognuno vive le cose in modo personale: chi sceglie di donare e non ha voglia di raccontare perché la ritiene una cosa personale e privata, da non pubblicizzare, e chi invece ritiene di raccontarla come esempio, come stimolo e incentivo.
Tra i pazienti c’è chi preferisce chiudere l’esperienza in un cassetto della memoria e chi invece ha l’esigenza di elaborare raccontando il proprio vissuto, e da qui il passo è breve da metterlo al servizio degli altri.
Ed è proprio da quei donatori ed ex pazienti, che avevano voglia di raccontarsi e che hanno evidenziato come a loro fossero mancate delle “voci vicine” che condividessero un percorso simile, che è nata l’idea di fornire un accompagnamento. La comunicazione è parte della cura, ed è maggiormente efficace se la conversazione avviene tra persone che hanno vissuto o vivranno esperienze simili perché si offre loro una possibilità di confronto e di supporto. Così si è delineata la possibilità di realizzare un podcast: una modalità di condivisione di contenuti che, pur rispettando l'anonimato, riesce a creare un ponte, un rapporto empatico, di vicinanza, mette in moto un dialogo tra tutte le figure coinvolte nella procedura del trapianto. È proprio il mondo della donazione e del trapianto di CSE a raccontarsi, ad ascoltare e a mobilitarsi per essere di aiuto ai malati e di supporto e di stimolo ai giovani perché possano considerare la scelta di diventare donatori.
Buon ascolto!
By ADoCeS Federazione ItalianaLe donazioni di cellule staminali emopoietiche e da sangue del cordone ombelicale avvengono da donatore vivente in maniera gratuita, volontaria ed anonima. Un anonimato che va garantito sia da parte del donatore sia da parte del paziente, un anonimato che però può rendere soli ed isolati. Ognuno vive le cose in modo personale: chi sceglie di donare e non ha voglia di raccontare perché la ritiene una cosa personale e privata, da non pubblicizzare, e chi invece ritiene di raccontarla come esempio, come stimolo e incentivo.
Tra i pazienti c’è chi preferisce chiudere l’esperienza in un cassetto della memoria e chi invece ha l’esigenza di elaborare raccontando il proprio vissuto, e da qui il passo è breve da metterlo al servizio degli altri.
Ed è proprio da quei donatori ed ex pazienti, che avevano voglia di raccontarsi e che hanno evidenziato come a loro fossero mancate delle “voci vicine” che condividessero un percorso simile, che è nata l’idea di fornire un accompagnamento. La comunicazione è parte della cura, ed è maggiormente efficace se la conversazione avviene tra persone che hanno vissuto o vivranno esperienze simili perché si offre loro una possibilità di confronto e di supporto. Così si è delineata la possibilità di realizzare un podcast: una modalità di condivisione di contenuti che, pur rispettando l'anonimato, riesce a creare un ponte, un rapporto empatico, di vicinanza, mette in moto un dialogo tra tutte le figure coinvolte nella procedura del trapianto. È proprio il mondo della donazione e del trapianto di CSE a raccontarsi, ad ascoltare e a mobilitarsi per essere di aiuto ai malati e di supporto e di stimolo ai giovani perché possano considerare la scelta di diventare donatori.
Buon ascolto!