Oggi, 3 giugno 2025, voglio raccontarvi di un'indecisione che negli ultimi giorni mi stava prosciugando le energie. Tutto è partito da Notebook LM, l'app gratuita di Google che ormai è diventata una vera e propria potenza. Un’intelligenza artificiale capace di creare podcast fittizi, basta fornirle delle fonti specifiche e lei fa il resto, guidata passo dopo passo.Così ho deciso di metterla alla prova. Avevo appena finito di guardare un film di fantascienza e le ho dato in pasto le stesse fonti che uso di solito per i miei podcast: la pagina Wikipedia del film e del romanzo da cui è tratto, la scheda IMDb, un paio di riassunti della trama e una breve ricerca sulle differenze tra libro e adattamento cinematografico. Poi le ho detto semplicemente: "crea un podcast".Il risultato? Sorprendente, quasi inquietante. L'IA ha generato un episodio con due voci, una maschile e una femminile, e con una qualità così alta che dieci anni fa nessuno avrebbe mai immaginato potesse essere frutto di un'intelligenza artificiale.E lì mi è venuta l’ansia. Ho realizzato quanto l’IA stia avanzando, rapidamente e in tanti settori, mettendo seriamente a rischio il lavoro umano. Ma poi ho trovato una sorta di pace interiore distinguendo due stili di podcast:• Il mio stile – informale, personale. Io uso l’argomento del giorno solo come pretesto per parlare di me, delle mie esperienze, delle mie stranezze. A volte posso anche risultare noioso per chi cerca informazioni “pure”, ma questo mio modo di fare un po’ grezzo, istintivo, emotivo e profondamente umano… beh, quello l’IA non può replicarlo.• Lo stile professionale – quello super curato, con testi scritti a tavolino, registrazioni in studio, tono neutro e oggettività ricercata. Sono questi i podcast che l’IA minaccia di più, perché quel tipo di prodotto, già oggi, può essere replicato quasi alla perfezione.