Effetto Einstein, spiegazione semplice: “se lo dice uno scienziato, ci credi di più” (sono parole del CICAP, non ci stiamo inventando nulla). Lo sa bene Eurospin, che utilizza l’immagine del padre della relatività generale per convincere i consumatori a fare “la spesa intelligente” presso i propri punti vendita. Ma un ragionamento dovrebbe essere giudicato per quello che propone, non per chi lo propone, e non è detto che Einstein, genio della fisica, fosse necessariamente anche uno smart shopper. Al di là della mossa di marketing, conviene riflettere sul fenomeno opposto, ossia l’erosione dell’autorità scientifica nel mondo contemporaneo. Una tendenza ben esposta dalla pandemia del 2020: la scienza, percepita da molti come infallibile (una feature che in realtà si addice più alle religioni) si è trovata a produrre risposte provvisorie e imperfette, basandosi su una casistica inedita. Ciò ha offerto il fianco allo scetticismo di parte della cittadinanza, il quale ha contribuito a rafforzare le innumerevoli teorie del complotto che naturalmente fioriscono e circolano in ogni periodo di incertezza. Soprattutto, aggiungeteci i tecnicismi che infarcivano le ospitate dei virologi in tv, rendendo i concetti esposti difficilmente comprensibili a un pubblico generalista, e la frittata è fatta (con uova prese in offerta all’Eurospin). Come restituire al discorso scientifico la dignità che merita agli occhi del grande pubblico? Una mano potrebbe venire dalla divulgazione, ponte tra l’accademia e la strada. Il linguaggio scientifico è altamente tecnico, elimina l'ambiguità, ma chi non ha gli strumenti per decodificarlo può percepirlo come una (perdonateci il termine) supercazzola. I divulgatori traducono lo “scientifichese” (altro copyright del CICAP) in un linguaggio terra a terra, parlano come mangiano, impiegano metafore tratte dal quotidiano, trasformano l’apprendimento in un gioco.
Un lavoro fondamentale per almeno due motivi: ricostruire la fiducia nel sapere scientifico, evitando il diffondersi di pratiche nocive per la salute umana e ambientale, e avvicinare la gioventù alla scienza, garantendo a quest'ultima il fisiologico ricambio di risorse umane necessario al suo progresso.
Per offrirci un caffè, contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga Dedicaci un minuto a migliorare il nostro podcast rispondendo a un brevissimo questionario: https://forms.gle/ZepN5gT9KGuo484r9 L’articolo del CICAP sull’effetto Einstein: https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=1800909 Per approfondire alcune delle questioni trattate nell’episodio:
Quattrociocchi W., Vicini A., Polarizzazioni, Franco Angeli, cap. 8
Rubinelli S., Diviani N., Fiordelli M., Pensiero critico e disinformazione, Carocci, capp. 2 e 4
Effetto Einstein, spiegazione semplice: “se lo dice uno scienziato, ci credi di più” (sono parole del CICAP, non ci stiamo inventando nulla). Lo sa bene Eurospin, che utilizza l’immagine del padre della relatività generale per convincere i consumatori a fare “la spesa intelligente” presso i propri punti vendita. Ma un ragionamento dovrebbe essere giudicato per quello che propone, non per chi lo propone, e non è detto che Einstein, genio della fisica, fosse necessariamente anche uno smart shopper. Al di là della mossa di marketing, conviene riflettere sul fenomeno opposto, ossia l’erosione dell’autorità scientifica nel mondo contemporaneo. Una tendenza ben esposta dalla pandemia del 2020: la scienza, percepita da molti come infallibile (una feature che in realtà si addice più alle religioni) si è trovata a produrre risposte provvisorie e imperfette, basandosi su una casistica inedita. Ciò ha offerto il fianco allo scetticismo di parte della cittadinanza, il quale ha contribuito a rafforzare le innumerevoli teorie del complotto che naturalmente fioriscono e circolano in ogni periodo di incertezza. Soprattutto, aggiungeteci i tecnicismi che infarcivano le ospitate dei virologi in tv, rendendo i concetti esposti difficilmente comprensibili a un pubblico generalista, e la frittata è fatta (con uova prese in offerta all’Eurospin). Come restituire al discorso scientifico la dignità che merita agli occhi del grande pubblico? Una mano potrebbe venire dalla divulgazione, ponte tra l’accademia e la strada. Il linguaggio scientifico è altamente tecnico, elimina l'ambiguità, ma chi non ha gli strumenti per decodificarlo può percepirlo come una (perdonateci il termine) supercazzola. I divulgatori traducono lo “scientifichese” (altro copyright del CICAP) in un linguaggio terra a terra, parlano come mangiano, impiegano metafore tratte dal quotidiano, trasformano l’apprendimento in un gioco.
Un lavoro fondamentale per almeno due motivi: ricostruire la fiducia nel sapere scientifico, evitando il diffondersi di pratiche nocive per la salute umana e ambientale, e avvicinare la gioventù alla scienza, garantendo a quest'ultima il fisiologico ricambio di risorse umane necessario al suo progresso.
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Quattrociocchi W., Vicini A., Polarizzazioni, Franco Angeli, cap. 8
Rubinelli S., Diviani N., Fiordelli M., Pensiero critico e disinformazione, Carocci, capp. 2 e 4