Qualche settimana fa, una giuria losangelina ha condannato Meta e Google a risarcire una giovane donna per una dipendenza dai social network sviluppata durante l’infanzia, che aveva generato in lei ansia, depressione e problemi legati alla sua immagine.
La sentenza è importante perché si è focalizzata non sui contenuti ospitati dalle piattaforme, ma sull’architettura e il funzionamento di esse. In particolare, le aziende coinvolte sarebbero state al corrente delle dipendenze che i loro servizi avrebbero potuto causare negli utenti, ma non avrebbero fatto abbastanza per proteggere questi ultimi.
Al di là della portata storica che, stando agli analisti, il verdetto potrebbe avere, vale la pena considerare che la lezione che esso ci insegna non è nuova. Già da anni, infatti, erano noti alcuni degli effetti nocivi causati dalle piattaforme.
Proprio questo sarà il tema della presente puntata, in cui ci soffermeremo sul lavoro di Sinan Aral, autore del libro Hype Machine: una lettura indispensabile per capire come i social media abbiano avuto fortuna, a partire dal loro impatto sul nostro cervello.
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Il processo a Meta e Google:
https://www.ilpost.it/2026/03/25/meta-google-processo-dipendenza-social-network/
I Facebook Papers:
https://www.ilpost.it/2021/10/25/facebook-papers/
Il libro discusso nella puntata: S. Aral, Hype Machine, Guerini