C’è un luogo a Venezia che è stato il cuore del potere della Serenissima. Ci lavoravano migliaia di maestranze, ne uscivano centinaia di navi. Un’officina delle meraviglie: l’Arsenale. Quello che pochi sanno è che ci lavoravano tantissime donne. Erano velere, favre, stoppere, marangone, marinere. Ma anche guaritrici, fattucchiere e indovine. Ce lo racconta Desi Marangon, storica, scrittrice, autrice di due volumi sui Graffiti di Venezia (Edizioni Lineadacqua), assieme ad Alberto Toso Fei.