Les Pénalités de l'Enfer ou Les Nouvelles-Hébrides
Certe amicizie superano tutto, anche il tempo, anche il dolore.
Miró ce ne ha lasciato una testimonianza.
Il pittore conobbe lo scrittore Robert Desnos durante il suo periodo parigino, negli anni Venti. I due furono molto legati, forse perché condividevano un punto di vista simile sulla pratica artistica: Desnos considerava la poesia un atto d’amore, dove il poeta si abbandonava anima e corpo, come in una specie di abbraccio; mentre Miró affermava che “La pittura o la poesia si fanno come si fa l’amore; uno scambio di sangue, un abbraccio totale, senza alcuna cautela, senza alcuna protezione”.
Sebbene Miró avesse sempre mostrato interesse ad illustrare i testi dello scrittore, questo progetto fu interrotto prima dallo scoppio della Guerra Civile Spagnola nel 1936 e poi dalla Seconda Guerra Mondiale, cui seguì la deportazione di Desnos, membro attivo della resistenza francese. Il poeta morì di tifo pochi giorni dopo la liberazione dal campo di concentramento.
Anni dopo, nel 1974, sarà la vedova Youki Desnos a chiedere a Miró di illustrare Les Pénalités de l’Enfer ou les Nouvelles-Hébrides, opera in prosa scritta nel 1922 e rimasta inedita fino ad allora.
Rispetto al suo stile più conosciuto, in questa serie il linguaggio di Miró si fa particolarmente drammatico, reso con un segno tagliente e macchie di colori saturi, alternati a dense campiture di nero. Un’intensità emotiva che ci avvicina alla triste vicenda di una profonda amicizia stroncata dalla guerra.