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Oggi, 30 settembre, il trimestre arriva a zero giorni alla scadenza. Ed è una giornata importante.
In questa puntata vediamo perché. I grandi fondi pensione e bilanciati statunitensi rimettono in ordine le proporzioni tra azioni e obbligazioni: è il riequilibrio di fine trimestre, una marea che si muove per regola e non per opinione. Sopra quella marea arrivano sei onde nello stesso giorno: il dato sull'inflazione PCE, la sensibilità ai tassi, la struttura delle opzioni, il rinnovo del collar di JPMorgan e la trimestrale di Micron.
Una puntata quasi didattica, senza formule e senza livelli di indice, per capire come si intrecciano e cosa guardare dopo oggi.
Non tutti i rally si assomigliano...anche quando il grafico racconta la stessa identica salita. Il fatto che il sentimento fosse estremamente pessimista è alla base di questo squeeze, ma ci sono molti forse che lo sottendono, compreso l'orientamento del mercato fino alla metà del prossimo mese.
Cina: rendimenti in discesa, renminbi ai massimi — il paradiso, a confronto con i bond occidentali in affanno...
...ma a quale prezzo, e come viene ottenuto? Dietro quella tenuta c'è uno specchio capovolto: lo stesso vincolo di fiducia che tormenta Bessent, spostato su un fronte scoperto — debito fantasma degli enti locali che emerge verso il centro, credito privato che non riparte nonostante tassi a zero.
In questa puntata smontiamo il mito del rifugio cinese, cifre alla mano.
Warsh a Jackson Hole ha convinto tutti di una svolta hawkish sull'inflazione. Dietro il discorso c'è una campagna preparatoria orchestrata dal Tesoro Statunitense partita settimane prima costruita per proteggere non il rendimento dei tenori lunghi americani, ma uno spread molto meno evidente.
Le letture semplicistiche di questa relazione sono magari avvincenti per un click bait, ma errate cifre alla mano. In questa puntata smontiamo dunque il presunto "QE fiscale" e il ventilato "corto circuito Fed-Tesoro", mostrandovi cosa guardare davvero prima del 16 settembre.
Immaginate qualcuno di importante che vi dica di non pagare mai il parcheggio: pensereste che ha santi in paradiso, o che il conto per lui prima o poi arriverà comunque visto che tenta costantemente la sorte. Questa settimana il Tesoro USA ha provato a liberare spazio nel garage del debito pubblico raddoppiando i buyback sul tratto lungo — e il vero meccanismo dietro la depressione del dollaro, il rally di oro, bitcoin e stablecoin si chiama swap spread, non Yield Curve Control. Vi racconto chi paga il conto, chi ci guadagna, e a cosa prestare attenzione da qui alle midterm.
Per una versione scritta e più tecnica di quanto narrato in questa puntata: https://l1nq.com/ilparcheggiodeldebito
Yen difeso, payroll in frantumi, Wall Street sui massimi — e Hormuz che non è mai stato davvero pacificato. Questa settimana proviamo a tenere insieme i pezzi: FIMA, carry trade, un tasso di disoccupazione che migliora per le ragioni sbagliate, e una scommessa sui tempi di negoziazione di qualcun altro. Ce l'hanno fatta — per ora. Vediamo come...
Dopo Sintra, la fine della forward guidance. Oggi guardiamo cosa dice davvero la liquidità globale, non le parole delle banche centrali. Un pavimento alto, ma senza spinta, una Cina che fa easing chirurgico invece di ritirarsi e Hormuz che trasforma un rischio dormiente in stress reale sul bond americano decennale al 4,71%, Move a 80. Tecnica, non stimolo: fin dove regge e cosa serve perché regga ancora?
A Sintra il debutto di Kevin Warsh accanto a Lagarde, Bailey e Macklem segna la fine ufficiale della forward guidance: le banche centrali smettono di promettere il futuro e tornano ad interpretarlo dato dopo dato, anzi aspettano l'interpretazione del mercato. Tra il rialzo dei tassi da parte della BCE, la Fed in bilico, la guerra in Iran e il capex AI, ricostruiamo cosa cambia davvero per chi investe in un mondo macro senza più rete interpretativa preventiva. Term premium, Fed Put e nuova volatilità macroeconomica.
Rho misura la sensibilità delle opzioni ai tassi di interesse — la più trascurata delle grandezze di mercato, finché i tassi non tornano a contare. In questa puntata vediamo come quella sensibilità trovi riflesso nei prezzi schizofrenici delle cose: il boom dei chip e il rincaro dell'iPad nello stesso giorno, l'inflazione al massimo da tre anni e le aspettative che crollano nello stesso giorno.
In questo episodio parliamo di inflazione bayesiana: un processo che non converge, non si stabilizza, e non si lascia catturare da una previsione puntuale. E di cosa significa per chi gestisce i propri risparmi in un sistema che continua ad aggiornarsi.
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